23 Marzo 2017

Luino, l’allarme delle minoranze: “Indietro sulla sicurezza per AlpTransit, maggioranza divisa”

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I gruppi di minoranza luinesi condividono la stessa preoccupazione, espressa anche ieri sera durante la seduta della Commissione Territorio dall’assessore Caterina Franzetti: la sicurezza e AlpTransit. L’opposizione: “Indietro sulla sicurezza di AlpTransit, soprattutto per quanto riguarda i lavori di adeguamento della caserma dei Vigili del Fuoco. Le dichiarazioni dell’assessore Franzetti dimostrano che sul tema la maggioranza è divisa”.

I lavori dell’AlpTransit (infoinsubria.com)

Luino, l’allarme delle minoranze: “Indietro sulla sicurezza per AlpTransit, maggioranza divisa”. Una seduta di Commissione Territorio molto intensa, quella di ieri sera, soprattutto politicamente, non soltanto per le questioni legate al piano triennale dei lavori pubblici e alla sicurezza delle scuole. Le minoranze, con il Pd locale, il Movimento Italia Nazione, “La Grande Luino” ed il gruppo extra-consiliare “Luino 5 Stelle” hanno affrontato il tema della sicurezza con la futura AlpTransit, rimarcando diverse problematiche. A sorprendere, però, a detta dei gruppi di minoranza, è stato l’intervento dell’assessore ai Servizi Sociali, Caterina Franzetti, che, d’accordo con il parere dell’opposizione, ha condiviso le loro preoccupazioni, esprimendo il suo giudizio diretto, anche con qualche critica nei confronti del sindaco Pellicini e dell’amministrazione per le misure adottate sulla questione relativa al rinnovamento della linea ferroviaria e a tutte le sue conseguenze, soprattutto in ambito sicurezza.

Il parere del capogruppo del Movimento Italia Nazione, Pietro Agostinelli. “Secondo quanto emerso in Commissione Territorio, rimangono ancora troppe domande senza risposta su AlpTransit, sulla nuova viabilità e sulla sicurezza in città – racconta il consigliere Pietro Agostinelli-. Spiace che il sindaco e parte della maggioranza siano usciti dall’aula nel momento in cui il tema veniva affrontato, magari anche con toni forti, ma sempre corretti da parte della minoranza. Bene ha fatto l’assessore Caterina Franzetti a tirare le orecchie a chi ha lasciato il dibattito su un tema così sentito per tutti noi. Dal 2018 al 2020 ci sarà un progressivo aumento di traffico merci e veniamo a sapere che i soldi della progettazione per la nuova caserma dei vigili del fuoco non saranno stanziati prima del 2018, immaginiamo il tempo che ci vorrà per vedere ultimato tutto. In stazione aumentano passaggi di treni merci, dicono con qualche treno passeggeri in più ma non abbiamo la Polfer. Non è stata, finora, neanche coinvolta la cittadinanza sulla futura viabilità. Insomma io credo che le lettere ai ministri o la processione in Regione vada bene, ma si può e si deve fare di più”.

“Come già detto nell’intervista pubblicata ieri – spiega il neo-segretario del Pd di Luino, Enrico Bianchi – l’amministrazione luinese deve farsi carico delle problematiche evidenziate da tutte le realtà politiche locali in questi mesi. Quanto affermato ieri durante la seduta della Commissione Territorio, dall’assessore Caterina Franzetti, non può che essere condivisibili. Le sue preoccupazioni sono anche nostre e non possiamo più permetterci di stare fermi a guardare quello che accade, ma bisogna intervenire in tutte quelle materie di competenza che ci riguardano direttamente. Faccio riferimento alla viabilità e alla sicurezza, che devono essere le nostre priorità per tutelare i cittadini luinesi. Se sulla viabilità i progetti sono ancora in una prima fase di studio, sulla sicurezza, invece, è necessario fare un’analisi più approfondita. Se, come si è evinto, da gennaio vi sarà un aumento dei treni, anche dopo i lavori che verranno effettuati fino a dicembre, altrettanto non sarà per la nuova caserma dei Vigili del Fuoco che solo nel 2018 verrà finanziata, e non prima del 2020 verranno finiti i lavori. Dobbiamo intervenire subito e faccio appello al sindaco di Luino, affinchè ci guidi in questo cammino per diminuire al minimo i potenziali rischi di eventuali incidenti”.

L’opinione del capogruppo de “La Grande Luino”, Giuseppe Taldone. “Anche io condivido le preoccupazioni dell’assessore Franzetti, come consigliere comunale e provinciale. L’apertura del nuovo tunnel del Gottardo, con l’adeguamento della linea ferroviaria Bellinzona-Luino-Sesto Calende-Gallarate, ha come inevitabile conseguenza il progressivo incremento del transito merci sul nostro territorio. Stiamo parlando di ‘Alptransit’, un grosso progetto svizzero di alta velocità ferroviaria che continuerà sul suolo italiano rendendo Luino e Laveno snodi importanti per la tratta Genova-Rotterdam. Sicuramente un’opera strategica che porterà un grosso quantitativo di treni ad attraversare velocemente la Svizzera, passando poi per Luino. I lavori di ammodernamento e potenziamento ferroviario sono programmati da noi per il secondo semestre dell’anno in corso. A seguire sulle nostre linee sarà un susseguirsi di convogli in corsa: si parla infatti di oltre 90 treni al giorno, decisamente una cifra inimmaginabile sino ad oggi. Le vibrazioni e l’inquinamento acustico saranno uno dei problemi con cui fare i conti e si dovrà trovare adeguata soluzione con il posizionamento di moderne barriere anti rumore ed anti vibrazione. Oltre al problema dell’impatto ambientale, sul quale stiamo facendo fronte comune con il consigliere Luca Marsico, presidente della Commissione Ambiente in Regione Lombardia, vi è un articolato problema sicurezza che necessita di un chiaro è strutturato piano d’intervento che tenga conto dell’aumentata frequenza dei treni e della pericolosità delle merci trasportate. A fronte di ciò servono inoltre idonee garanzie di mantenimento e potenziamento del traffico passeggeri, possibilmente da migliorare in termini di qualità. Su questi temi non si può transigere: politica ed istituzioni devono muoversi in modo solidale per ottenere ciò che è dovuto. Su questo progetto ci sono stati nel tempo incontri, convegni e tavole rotonde, con i Sindaci del posto in prima linea a tutela del territorio. Anche le forze politiche hanno fatto sentire in vario modo la loro voce, a testimonianza di quanto sia alta l’attenzione. Abbiamo esteso queste preoccupazioni all’onorevole Lara Comi, Europarlamentare varesina e Vice-presidente del Partito Popolare Europeo, che prontamente ha scritto sia al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Delrio e che ai Responsabili delle Ferrovie per chiedere, oltre al rispetto dei tempi di lavoro, ulteriori risorse da destinare a livello locale per rendere più sostenibili gli interventi da apportare alla linea ferroviaria. Anche il sottoscritto, con il proprio Gruppo Consigliare in Provincia, sta seguendo attentamente la vicenda, con la convinzione che solo creando un fronte territoriale compatto si possano tutelare meglio gli interessi di una comunità. Chiederemo al Presidente della Provincia di insistere, nelle sedi appropriate, sul rispetto dei tempi di realizzo delle opere e sul fatto che servono ulteriori fondi compensativi per alleviare i disagi prodotti”.

La posizione del gruppo “Luino 5 Stelle, con Giorgio Bosoni. “Ieri sera, in occasione dei lavori della Commissione Territorio a cui abbiamo presenziato tra il pubblico, abbiamo potuto assistere al dibattito sulla sicurezza dei trasporti merci sulla ‘nuova linea ferroviaria’. Il sindaco Pellicini si è dovuto assentare dopo l’esposizione del programma di interventi di manutenzione delle strutture di competenza comunale (prima parte dei lavori) e non era presente alla discussione del tema AlpTransit, la cui trattazione ha delegato all’assessore Palmieri. La sorpresa nell’ascoltare l’assessora Franzetti, che dichiarandosi profana in tema di trasporti su rotaia, ha redarguito il sindaco per non essere presente alla discussione, sottolineando l’entità della responsabilità amministrativa nella rappresentanza locale presso gli enti competenti e riconoscendo la responsabilità di amministratore pubblico. Riconosciamo e apprezziamo il fatto che Pellicini abbia indetto e avviato i lavori del tavolo tecnico (in colpevole ritardo come sottolineava la Consigliera Nogara) invitando anche un nostro attivista a parteciparvi, ma se i presupposti sono quelli emersi ieri sera, è ora chiaro che la preoccupazione per l’esito di tutte le istanze di sicurezza e prevenzione inoltrate a Stato, Regione e Rete Ferroviaria Italiana (macchina da soldi privatizzata di ferrovie dello Stato), sono più che giustificate e condivise anche dalla locale amministrazione, in tutte le sue componenti (cittadini compresi). Auspichiamo che da parte degli abitanti di tutti i comuni attraversati dalla linea monorotaia, tra Tronzano, Busto Arsizio e Novara, nasca l’esigenza di partecipare attivamente alla discussione sulla sicurezza dei territori di residenza. Per avere la medesima forza impattante sulle strategie dei profitti di RFI che ha avuto l’associazione dei Comuni del Gambarogno con FFS-AlpTransit, è indispensabile unire le forze positive per aumentare l’impatto nel determinare gli orientamenti di spesa dei soggetti che beneficeranno dei diritti derivanti dall’utilizzo delle linee. Esistono alternative e si devono considerare tutte, non solo le più proficue per i soliti noti. Doloroso ricevere conferma del fatto che, come dedotto dall’analisi dei dati che emergono anche dagli atti dei convegni istituzionali, si sia ancora in ‘alto mare’ e che qualsiasi azione intrapresa fino ad oggi è concepita per risolvere il contingente, ma non si abbia una visione almeno ventennale della ‘destinazione d’uso’ delle nostre valli e dell’unica industria che abbiamo, ma che per gli interessi di pochi, potremmo perdere tutti”.

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