11 Dicembre 2016

“Luinesi all’estero”, Dario Caputo da tre anni a Londra tra marketing e finanza

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Tanti i luinesi che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi, che si sono trasferiti in terra straniera, per cercare lavoro, fare esperienze diverse e provare ad avere un futuro migliore e più stabile. La rubrica “Luinesi all’estero”, infatti, ogni domenica continua a raccontare le loro vite, ed oggi Dario Caputo è la trentacinquesima testimonianza in questo lungo viaggio che stiamo facendo in giro per il mondo. Dario, che è a Londra da tre anni, è impiegato in un’azienda che aiuta le comunità finanziarie internazionali nel prendere decisioni attraverso scambi di dati e servizi.

"Luinesi all'estero", Dario Caputo da tre anni a Londra tra marketing e finanza

Raccontaci di te… Quando sei andato via dall’Italia? Dove vivi?

Vivo a Londra da poco più di tre anni, non me ne sono nemmeno reso conto. Il tempo in questa città vola.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Prima di tutto penso sia stata una scelta fatta per ambizione personale, una sfida con me stesso. Vivere all’estero e cercare di rapportarmi con persone di diverse culture, ma non solo. Farcela senza l’aiuto di nessuno credo mi abbia portato a scegliere di affrontare questa avventura. Inoltre aver concluso i miei studi qui in Inghilterra mi ha dato modo di aprire i miei orizzonti, trovare lavoro e fare ciò che mi piace.

Di cosa ti occupi?

Lavoro come assistente marketing per un’azienda finanziaria che si occupa di scambio di dati relativi ai mercati di tutto il mondo. Una multinazionale con sedi in USA, Marocco e India. Inoltre come hobby/lavoro insieme ad altri amici, organizziamo eventi musicali, principalmente musica elettronica, in diverse location qui a Londra.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Dipende, fortunatamente il lavoro varia giorno per giorno. Lavorare nel marketing mi permette di rapportarmi con un settore in continua evoluzione. Inizio verso le 8.30-9 del mattino, di solito si fa un meeting iniziale per fare il punto sui progetti e le campagne marketing in corso e poi si comincia fino alle 5-5.30 del pomeriggio. Per quanto riguarda l’organizzare eventi, è un progetto cominciato un annetto fa come un semplice gioco. Man mano che il progetto cresce, devo ammettere che si fa sempre più interessante. Bisogna essere organizzati e prendere ogni singolo aspetto con serietà. Abbiamo da poco creato il sito web che farà anche da blog e l’attività sui social network si fa sempre più impegnativa.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenza hai riscontrato?

Si, ho avuto diverse esperienze di lavoro in Italia ma mai relative al settore in cui mi trovo attualmente. Son sempre state breve esperienze che mi hanno assolutamente aiutato a capire il mondo del lavoro. Ci sono diverse differenze. L’organizzazione con cui si svolgono le attività quotidiane in tutti i settori e il rispetto per le norme lavorative. Penso che questo sia la base per poi sviluppare un sistema economico funzionante.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrato nella società?

Mi piace, è assolutamente stimolante ogni giorno svegliarsi ed affrontare il caos di Londra. Chissà magari un giorno cambierò idea ma son passati tre anni e penso di essermi integrato abbastanza bene. Non ho riscontrato troppe differenze tra la nostra cultura e quella inglese/londinese. Non ho mai vissuto in altre città inglesi, Londra rimane un discorso a parte. Ci sono persone che provengono da tutto il mondo e ognuno mantiene grossomodo le proprie usanze. Insomma non si prende il tè tutti i giorni alle 5 se ti va una birra o un caffè, ma si rispetta la coda allo sportello bancomat, si pagano i trasporti pubblici e sulle scale mobili se non si è di fretta si sta sulla destra.

Quali difficoltà hai riscontrato?

Non molte, una su tutte la lingua. Inizialmente, quel poco di inglese che sapevo mi ha aiutato ad affrontare i primi colloqui e le più semplici attività quotidiane. Esprimersi correttamente al 100% è sempre stato difficile, poi man mano, l’aver stretto rapporti con madrelingua e con persone da tutto il mondo, mi ha portato a migliorare tutti gli aspetti della lingua e a rompere questa gigantesca barriera.

In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovato lavorativamente parlando?

Non ho mai vissuto in altri paese. Chissà magari un giorno avrò la fortuna di raccontarvi una diversa esperienza.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

Assolutamente. Mi mancano molte cose dell’Italia, amici e il clima (sicuramente meno nuvoloso che qui a Londra), ma una su tutte, la famiglia.

E invece, che progetti hai per il futuro?

Non saprei. Mi piace pensare che Londra sia una sorta di trampolino di lancio. Cerco sempre di darmi dei piccoli traguardi da raggiungere poco a poco e per il momento sono felice di vivere qui ed avere ancora molto da imparare.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Forse, un giorno…

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe Scalese, Francesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio BadialiMarco ChiminiMark Masneri, Maria Giovanna Folci, Chiara TepsichGabriele Romano, Cristian Massa, Mattia StragapedeRoberto Brambini, Serena FiorilloSerena Martinelli, Ramona Cerinotti e Luca Maremmiquesta è la trentacinquesma testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”. Nelle prossime settimane continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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