4 Dicembre 2016

“Luinesi all’estero”: in Queensland Luca Maremmi fisioterapista in una clinica privata

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Tanti i luinesi che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi, che si sono trasferiti in terra straniera, per cercare lavoro, fare esperienze diverse e provare ad avere un futuro migliore e più stabile. La rubrica “Luinesi all’estero”, infatti, ogni domenica continua a raccontare le loro vite, ed oggi Luca Maremmi è il trentaquattresimo ad averci ospitato in Australia, precisamente in Queensland, dove è fisioterapista in una clinica privata da diversi anni.

"Luinesi all'estero": in Queensland Luca Maremmi fisioterapista in una clinica privata

Raccontaci di te… Quando sei andato via dall’Italia? Dove vivi?

Ormai sono passati quattro anni da quando sono partito per l’Australia. Vivo in Queensland, circa 600km a nord di Brisbane… qui fa sempre caldo e c’è il sole 360 giorni all’anno, ogni tanto piove ma non ci lamentiamo!

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Forse questa è la domanda più difficile, non c’è un motivo in particolare. Sono partito senza pensare troppo a quello che sarebbe successo. Avevo voglia di cambiare e avevo bisogno di staccare un po’ dalla mia vita in Italia. Certo sarei potuto andare più vicino a casa, ma l’idea di andare downunder era piuttosto stimolante. L’Australia è una nazione ancora giovane, con relativamente pochi abitanti considerando quanto è grande e le opportunità qui sono infinite o quasi.

Di cosa ti occupi?

Io sono fisioterapista in una clinica privata.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Principalmente mi occupo di infortuni a livello sportivo e sul lavoro. Piuttosto semplice da descrivere, inizio alle 9 e finisco alle 5. Solitamente tratto tra i 10 e i 20 pazienti al giorno.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenza hai riscontrato?

Certo. Ho lavorato anche in Italia come fisioterapista e le differenze sono immense. Qui il mio lavoro e molto più stimolante, posso fare molto di più ma allo stesso tempo ho molte più responsabilità.  Qui, per fare un esempio, posso fare diagnosi, posso prescrivere radiografie, ecografie e risonanze magnetiche per i miei pazienti; mi occupo di pre-employments, ovvero test fisici per i dipendenti assunti dalle grandi aziende e anche di sicurezza sul lavoro.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrato nella società?

L’Australia è completamente diversa dall’Italia. La gente qui è molto più rilassata, i ritmi sono più bassi, non ci sono molte formalità, si gira in pantaloncini corti e infradito tutto l’anno. Le persone sono davvero molto socievoli e spontanee, si vede la differenza quando c’è meno stress. Poi io non vivo in una grande città, per quanto belle, moderne e pulite siano le città australiane non mi piace vivere nel caos e nel traffico. Qui a nord è tutto molto più selvaggio, spiagge infinite, la barriera corallina, parchi nazionali… Sulla seconda domanda direi di si, ho molti amici qui e anche sparsi per il resto del continente, la mia fidanzata, Jess, è australiana. Come direbbero loro in slang sono quasi un fair dinkum Aussie!

"Luinesi all'estero": in Queensland Luca Maremmi fisioterapista in una clinica privata

Quali difficoltà hai riscontrato?

A parte squali, coccodrilli, ragni e serpenti velenosi? All’inizio è stata dura, non potevo fare il mio lavoro senza una registrazione e mi sono dovuto arrangiare un po’ facendo altri lavoretti, ma è stata una bella esperienza tutto sommato. Ottenere una registrazione qui è un’impresa quasi impossibile, sapere che ci sono solo cinque italiani a lavorare come fisioterapisti in Australia mi rende ancora più orgoglioso di quello che ho fatto. Poi l’inglese qui non è proprio “standard”, soprattutto fuori dalle città. Ma devo ammettere che ho sempre trovato persone fantastiche durante questo mio cammino in Australia che hanno reso il mio percorso verso l’integrazione una passeggiata.

In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovato lavorativamente parlando?

Solo in Italia e in Australia.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

A volte tutto, a volte solo il prosciutto crudo e la mozzarella di bufala. Certo mi mancano la mia famiglia e i miei amici, a volte anche il freddo e la neve. Mi mancano il lago e le montagne, ogni tanto quando parlo con i miei amici gli mostro le foto dell’Italia e mi guardano sempre con un misto di invidia e sconcerto, come per dire “tu sei nato e cresciuto li, che diavolo ci fai in Australia?”.

E invece, che progetti hai per il futuro?

Ho qualche progetto in mente ma non ne faccio un’ossessione, cerco di vivere il presente nel miglior modo possibile. Mi piacerebbe fare un master in sonography alla Queensland University of Technology per poter fare ecografie sui miei pazienti.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Certamente… in vacanza!

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe Scalese, Francesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio BadialiMarco ChiminiMark Masneri, Maria Giovanna Folci, Chiara TepsichGabriele Romano, Cristian Massa, Mattia StragapedeRoberto Brambini, Serena FiorilloSerena Martinelli e Ramona Cerinotti questa è la trentaquattresima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”. Nelle prossime settimane continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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