25 Settembre 2016

Luino, il “Premio Chiara” alla carriera a Lina Wertmüller. Grande l’umorismo della regista

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“Per aver ricoperto a teatro, in televisione e al cinema, ruoli di primissimo piano come autrice di testi e di film sempre moderni e irriverenti. Una lunghissima carriera cominciata al fianco di Federico Fellini, prima regista donna ad aver ricevuto la nomination all’Oscar”. Questa la motivazione alla consegna del Premio Chiara alla carriera per Lina Wertmüller, avvenuta oggi pomeriggio al Teatro Sociale di Luino.

Come ogni anno, il Teatro Sociale di Luino ha ospitato oggi pomeriggio la consegna del “Premio Chiara” alla carriera a Lina Wertmüller. Intervistata da Paolo Mereghetti e Mauro Gervasini, con la conduzione affidata a Claudia Donadoni, la Wertmüller ha risposto alle domande dei giornalisti raccontando la sua carriera cinematografica e diversi aneddoti, tra cui l’amore per gli occhiali bianchi, che esprimono allegria e solarità e che la stanno accompagnando da tanti anni nella sua vita. Passando dall’amore vero e proprio e dal colpo di fulmine con il compianto marito, Enrico Job, Lina ha parlato anche di cultura, di musica, del rapporto con i tanti attori che ha diretto e di quello con i colleghi. Ha raccontato del rapporto speciale con Rita Pavone, che ha lavorato con lei in uno dei suoi film più rappresentativi, “Gianburrasca”, ma anche il legame con Mariangela Melato, Giancarlo Giannini e Sophia Loren. Su di loro ha speso solo belle parole: “Sono degli attori straordinari, generosissimi e seri. Tutto quello che abbiamo fatto, è stato fatto grazie all’amore e alla nostra passione. Quella di Mariangela è stata una grave perdita, ma posso dire di avere solo dei gran bei ricordi”. L’umorismo dimostrato da parte dell’89enne regista ha allietato i presenti anche con storie legate alla sua esperienza nel cinema d’oltreoceano.

Ad accogliere Lina, oltre al pubblico luinese, la proiezione di “Dietro gli occhiali bianchi” del regista Valerio Ruiz. Il documentario è un viaggio nella vita e nella carriera di Lina Wertmüller, presentato in concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2015. Dalle immagini inedite girate a Cinecittà con Federico Fellini, il documentario ripercorre i luoghi dei suoi film più celebri, per scoprire l’universo artistico e umano di una donna che, sempre fedele alla sua vena ironica e grottesca, ha lasciato il segno in ogni ramo dello spettacolo in cui ha lavorato. Ad accompagnare il viaggio, numerose interviste esclusive agli artisti testimoni di una carriera intensa, in continua evoluzione: tra questi, Giancarlo Giannini, Marina Cicogna, Sophia Loren e molti talenti stranieri come Harvey Keitel, Martin Scorsese e il critico cinematografico John Simon. Il film contiene una lunga serie d’inediti: video, immagini e canzoni scritte dalla stessa Wertmüller.

A margine dell’incontro alla regista è stato consegnato il “Premio Chiara” alla carriera. Sul palco insieme a lei, il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, il presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi, l’assessore del Comune di Varese, Rossella Dimaggio, la direttrice artistica ed organizzatrice del “Premio Chiara”, Bambi Lazzati, ed il presidente dell’associazione “Amici di Piero Chiara”, Romano Oldrini, che ha letto la motivazione del conferimento del premio consegnandolo nelle mani di Lina Wertmüller. Con loro anche Rosario Rasizza, rappresentante di uno degli sponsor che da sempre segue il “Premio Chiara”, l’Openjobmetis.

La carriera di Lina Wertmuller. Lina Wertmuller, si iscrive all’Accademia Teatrale diretta da Pietro Scharoff. Collabora con registi teatrali come Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei & Giovannini. Lavora sia per la radio che per la televisione, regista e autrice di Canzonissima e autrice di Studio Uno. Nel 1963 approda al cinema come aiuto regista di Federico Fellini sul set di 8 e 1/2. Lo stesso anno segna il suo esordio con I basilischi, film che scrive e dirige, doppiando anche otto personaggi secondari. La pellicola viene premiata ai Festival di Locarno, Vienna, Londra e Taormina. Realizza con la RAI Il giornalino di Gianburrasca (1964), primo musical-comedy televisivo. Questa volta parliamo di uomini (1965) è il suo secondo film interpretato da Nino Manfredi che vince la Maschera d’Argento. Firmandosi con lo pseudonimo George H. Brown dirige le commedie musicali, prodotte dalla Titanus, Rita la zanzara e Non stuzzicate la zanzara, con Rita Pavone, Giancarlo Giannini, Giulietta Masina, Turi Ferro, Paolo Panelli e Bice Valori. Dirige un western The Bell Star Story – Il mio corpo per un poker (1967), con Elsa Martinelli. Con Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974) inaugura la stagione d’oro della sua carriera. Utilizza ambientazioni originali e curate, soprattutto da quando si avvale della collaborazione di Enrico Job, geniale artista, scenografo e costumista, dando vita a un sodalizio professionale e familiare, durato oltre quarant’anni. Con Pasqualino Settebellezze (1975) raggiunge il successo internazionale, conquistando il mercato americano e ottenendo 4 nomination ai Premi Oscar. Negli anni ‘80 realizza film con interpreti internazionali. A teatro esordisce con la commedia 2 + 2 non fa più 4 (1968) con la regia del suo amico Franco Zeffirelli, per poi passare a dirigere lei stessa i suoi testi o adattamenti. Nel 1986 debutta anche nella lirica al Teatro San Carlo di Napoli, nel ’97 al Teatro lirico di Atene e nel 2009 per il Tuscia Opera Festival. Adatta per il piccolo schermo con Raffaele La Capria la commedia di De Filippo Sabato, domenica e lunedì interpretata da Luca De Filippo, Pupella Maggio, Luciano De Crescenzo e Sophia Loren che aveva già diretto anni prima in Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova…si sospettano moventi politici (1978). Nel 1992 firma Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio. Dirige Ninfa Plebea (1996), Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e di politica (1996) e Ferdinando e Carolina (1999). Ha diretto vari documentari e per la TV Il decimo clandestino (1989), da un racconto di Guareschi, con Piera degli Esposti e Dominique Sandà; Francesca e Nunziata (2001), tratto dal romanzo di Maria Orsini Natale con Sophia Loren, Giancarlo Giannini, Raoul Bova e Claudia Gerini; Mannaggia alla miseria (2009). Il suo lavoro più recente è il documentario Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano (2014) primo progetto in 4k prodotto da RAI, dipartimento Strategie Tecnologiche.

Il Premio Chiara alla Carriera viene conferito annualmente ad una personalità della letteratura e della cultura di prima grandezza, che si sia particolarmente distinta per aver mantenuto nel suo lavoro un forte legame con il proprio territorio. Negli anni è stato assegnato a Giuseppe Pontiggia, Giovanni Pozzi, Claudio Magris, Luigi Meneghello, Giorgio Orelli, Raffaele La Capria, Mario Rigoni Stern, Alberto Arbasino, Luigi Malerba, Dante Isella, Carlo Fruttero, Andrea Camilleri, Franca Valeri, Paolo Villaggio, Ermanno Olmi, Luis Sepúlveda e l’anno scorso a Daniel Pennac.

Per il Premio Chiara alla Carriera si ringrazia Regione Lombardia, Repubblica e Canton Ticino, Comune di Varese, Comune di Luino, Comunità Montana Valli del Verbano, Comune di Azzate, Proloco di Azzate, Fondazione Aem gruppo a2a, Openjobmetis, Fondazione Comunitaria del Varesotto e la collaborazione di Cinequanon e Filmstudio90.

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