14 Agosto 2016

“Luinesi all’estero”: Mark Masneri tra Londra e trasferte, è collaudatore-installatore di macchinari utensili

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Oggi la rubrica “Luinesi all’estero” torna ancora una volta a Londra, dove abbiamo incontrato Mark Masneri che all’età di 22 anni, oggi ne ha 29, si è trasferito in Inghilterra, prima per lavorare nel settore della ristorazione e poi per proseguire la strada nel campo della meccanica. Periodicamente, ogni domenica, stiamo raccontando vite, esperienze e speranze di tutti quei luinesiche hanno deciso di abbandonare l’Italia per cercare un futuro migliore.Come tanti altri concittadini, infatti, sono decine e decine i luinesi che si sono trasferiti all’estero, alcuni anche in Usa o in Australia, con l’intenzione di lavorare oppure spinti dal seguire le proprie passioni.

Raccontaci di te… Quando sei andato via dall’Italia? Dove vivi?

Sono andato via dall’Italia nel 2009 e mi sono trasferito in Inghilterra.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Le ragioni per le quali ho lasciato l’Italia sono principalmente due. Avevo 22 anni e ad un certo punto della vita ho sentito che era necessario un cambiamento, una sorta di svolta. Una bella scossa diciamo. Il bisogno di mettermi alla prova, che è stato forse più una sfida con me stesso. Volevo farcela, e farcela da solo. In Italia avrei avuto troppe persone vicino a me che avrebbero potuto, come sempre, darmi una mano.

Di cosa ti occupi in Inghilterra? 

Lavoro come collaudatore, installatore di macchinari utensili a controllo numerico.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Il mio lavoro varia molto in base ai progetti ai quali vengo assegnato, ma generalmente, se non sono in trasferta, diciamo che inizio alle 7 la mattina testando i nostri macchinari dalla A alla Z. Dopo una pausa a metà mattinata, continuo fino all’orario di pranzo. E’ l’orario di lavoro consueto e intorno alle 16 rientro a casa, nel caso in cui non siano necessari straordinari. Quando sono via per lavoro, invece, ho orari molto più flessibili che variano in base alle esigenze dell’azienda presso la quale sono a lavorare.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenze hai riscontrato?

Sì ho avuto diverse esperienze lavorative in Italia: durante il periodo scolastico lavoravo al bar “Due Scale” di Luino. Una volta terminata la scuola ho iniziato a lavorare come montatore di macchinari a controllo numerico presso la “Rettifiche Ghiringhelli” di Luino. Le esperienze lavorative che ho avuto in Italia sia nel settore della Ristorazione e servizio clienti che nel campo meccanico sono state di grande aiuto una volta atterrato in Inghilterra. La differenza che ho notato nel campo della ristorazione è che in Inghilterra, specialmente a Londra, tutto si svolge molto più velocemente a cause del fatto che c’è tanto turismo, quindi si tende a servire il cliente, e “grazie e arrivederci”. In Italia, invece, o per lo meno nei paesi piccoli come Luino, si tende sempre ad instaurare un rapporto con i clienti. Nel settore della meccanica posso dire che noi italiani siamo molto valorizzati. La metodologia e cura per i dettagli appresi in Italia mi hanno aiutato a confermarmi poi nel mio settore di competenza in Inghilterra. Devo ammettere, però, che dipende sempre dalle persone con cui si svolge il lavoro.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Quali difficoltà hai riscontrato?

In Inghilterra mi trovo molto bene. Non ho sempre vissuto a Londra, ma ho avuto anche un bella esperienza di sette mesi in centro Inghilterra a Leicester precisamente. I mesi a Leicester mi hanno aiutato a capire e ad avere un visione un po’ più ampia del paese in cui mi trovavo, dove avevo deciso di passare una fase importante della mia vita. Credo di essermi integrato molto bene ora, dopo sei anni che vivo qui. Ricordo che i primi anni è stata abbastanza dura. E’ soprattutto un problema legato alla lingua in quanto molti concetti che cercavo di esprimere non avevano molto senso in inglese e quindi era difficile, per i miei colleghi o per le persone intorno a me, capirmi al 100%. Così, una volta capito che dovevo imparare meglio la lingua, si sono rotte tutte quelle barriere linguistiche che mi hanno permesso di stringere amicizie e rapporto. Tutto è stato più semplice.

In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovato lavorativamente parlando?

Non ho vissuto in altri paesi. Solo in Inghilterra, per ora. Non credo sia finita qui ad ogni modo.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

Dell’ Italia mi manca sempre tutto, ma questo non vuol dire che non sia felice dove sono. Mi mancano mamma, papà e gli amici principalmente. Il mio cuore è in Italia, ma la mia testa non lo segue sempre. 

E invece, che progetti hai per il futuro?

Non amo parlare di progetti futuri anche perchè se penso a quando decisi di lasciare l’Italia ricordo che non fu qualcosa di programmato, ma più una decisione presa al momento. Sono una persona molta emotiva. Vivo molto alla giornata, ma sempre con i piedi per terra.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

So che rientrerò un giorno. Ma quel giorno è ancora abbastanza lontano. Per ora sono felice a Londra e cerco sempre di ottenere il meglio dal posto in cui vivo in termini di esperienza. Aiuta a crescere sotto qualsiasi aspetto, sia sociale, sia culturale.

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe ScaleseFrancesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio Badiali e Marco Chiminiquesta è la ventiquattresima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”. Nelle prossime settimane continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127