21 Aprile 2016

Lettera alla redazione: “Turismo a Luino, tra limiti di prodotto e poca conoscenza dei mercati”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da un lettore, l’imprenditore luinese Mauro Beltramin, che interviene nel dibattito del turismo di queste ultime settimane, analizzando la situazione sulla “sponda magra” del lago Maggiore. Beltramin, inoltre, si auspica che venga creato “un gruppo di lavoro e di studio”, e che “si riescano a sottoporre alla cittadinanza alcune idee e possibili soluzioni da tradurre in un futuro progetto. Un lavoro parallelo che potrebbe anche diventare fattiva collaborazione con l’Amministrazione”. Ecco il testo.

(Foto © Doriana Venezia)

(Foto © Doriana Venezia)

Lettera alla redazione: “Turismo a Luino, tra limiti di prodotto e poca conoscenza dei mercati”.

“Non passa giorno senza che il turismo a Luino sia l’argomento principale di notizie, accuse e relative difese. Sotto i riflettori e destinataria di tante critiche è l’Amministrazione con il proprio operato. Chi afferma il vero? Chi accusa o chi si difende? La prima considerazione per stabilire da quale parte stia la ragione è proprio nell’obiettivo che si vorrebbe raggiungere e nella considerazione che viene data a questo argomento. Ritengo, infatti, che non si può sottolineare un’azione come errata se la strada percorsa ha portato proprio dove qualcuno voleva andare. Importante è che la meta sia quella ottimale per tutti. Apparentemente, ma anche concretamente con il palesarsi delle iniziative, l’Amministrazione sembra intendere ‘turismo’ qualcosa che possa astrattamente identificarsi con ‘apprezzamento generale della nostra città’ e ‘movimento indefinito di persone’. Tengo a sottolineare che la definizione ‘astratto’ è riferito proprio alla mancata consapevolezza di cosa abbiano generato gli investimenti e le opere prodotte e, quali vantaggi o benefici abbiano portato alla nostra economia. Infatti, le ultime parole del sindaco Pellicini, apparse sui media locali, confermano che l’interesse primario dell’Amministrazione sia proprio l’aver raggiunto la definizione (del tutto soggettiva) ‘Luino è bella’. La domanda potrebbe sorgere spontanea: bella per chi e per cosa?

Prodotto Turistico. Nelle fasi della progettazione, normalmente, si parte dai bisogni del cliente cercando di soddisfarli attraverso azioni, beni e servizi. L’insieme di questi elementi rappresentano il famigerato ‘prodotto turistico’. Ne cito alcuni: i trasporti, le strutture ricettive, le visite organizzate, lo svago, lo sport, la cultura, la cucina, l’ambiente, i souvenir e gli eventi. Siamo soddisfacenti nella nostra offerta di prodotto? E se si, per chi lo siamo? Purtroppo, e mi dispiace constatarlo, mi sento di affermare che, a Luino, il ‘prodotto turistico’ è molto carente. E’ una constatazione che nasce dall’osservazione di diverse realtà, alcune vicine, con un background similare ed altre più lontane ma altrettanto assimilabili. Sarà una brutta realtà, sarà un’affermazione disfattista, sarà un duro colpo per i sostenitori del nostro territorio ma, valutando tecnicamente il ‘paziente’ possiamo ritenere tale affermazione molto plausibile. Il territorio circostante è bello, i paesaggi sono incantevoli, potremmo fare delle cartoline stupende o girare documentari artistici ma, contrariamente a quanto riscontrabile in località limitrofe, che oltretutto beneficiano della stessa fortuna paesaggistica, Luino gode di quella caratteristica di ‘neutralità al ribasso’ che, in ambito turistico, porta ad una graduale dimenticanza della destinazione. Colpa delle amministrazioni? Solo in parte. A loro si deve la scelta politica della realizzazione di opere pubbliche e di gestione del territorio che potrebbero favorire l’investimento privato e di conseguenza la creazione del prodotto, oppure, in caso contrario, ostacolarne l’iniziativa con l’inevitabile fuga di idee e capitali. Luino propende per la seconda avendo operato con alcune scelte discutibili: l’urbanistica non conservativa della tipicità, il cambio di destinazione delle coste, degrado del centro storico, la mancanza di svago e divertimento, il restyling moderno, la carenza di spazi ricettivi alternativi (campeggi, attracchi ed aree camper), la nomina di assessori ed organi competenti e, soprattutto, il graduale abbandono di quelle caratteristiche tipiche dei paesi lacustri che tanto interessano ai mercati di riferimento.

Il mercato turistico. Le scelte politiche luinesi, passate e future, avranno preso in considerazione le tendenze dei mercati? A proposito: conosciamo il mercato a cui vorremmo rivolgerci? La risposta, più che dalla semplice impressione personale, può trovare riscontro nei dati oggettivi di questi ultimi anni: calo di presenze, soggiorni e posti letto. Il dubbio ora è ancora più forte e si esprime con un ulteriore quesito: a Luino interessa davvero il turismo? Dalle parole e dai proclami dell’Amministrazione si riscontra costantemente il richiamo ad un ipotetico interesse, le azioni, però, sembrano prendere direzioni totalmente opposte. Purtroppo, allo stato attuale, si riscontrano solo piccoli sterili tentativi di organizzare una promozione che definirei ‘alla cieca’. Sono episodi occasionali, gocce gettate nel mare e lontano dai canoni classici dell’operatività tecnica e specifica. Il turismo ha un mercato ampio e volubile, la cui conoscenza risulta indispensabile per evitare sprechi di risorse importanti. Ecco perché tornerei ad un precedente quesito: a Luino interessa davvero il turismo?

Appello alle minoranze. Fermi restando, il sindaco Pellicini ed i suoi incaricati per il settore, nelle proprie convinzione di ‘fare bene’, penso non ci sia, fino in fondo, l’intenzione ad intraprendere un percorso differente oppure non ci sia l’oggettiva possibilità finanziaria di realizzarlo. Restano due strade: accettarlo in quanto correttamente adeguato alle possibilità, capacità ed ambizioni di Luino, oppure creare una contro-proposta, indipendentemente da ruoli di governo, che esuli dal semplice stimolo verbale e che possa sfruttare la sensibilità delle minoranze su questo tema. Sensibilità dimostrata dai numerosi interventi e dalla continua sollecitazione di azioni concrete. Il mio auspicio è che si trasformino in azione tutte le parole spese e che, attraverso la creazione di un gruppo di lavoro e di studio, si riesca a sottoporre alla cittadinanza, alcune idee e possibili soluzioni da tradurre in un futuro progetto. Un lavoro parallelo che potrebbe anche diventare fattiva collaborazione con l’Amministrazione, perché no. Non dimentichiamo che lo sviluppo economico del nostro territorio, sarebbe sicuramente un beneficio per tutti, indipendentemente dal colore politico”.

Si chiude così la lettera inviata alla redazione e firmata da Mauro Beltramin.

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