3 Aprile 2016

“Luinesi all’estero”: la fotografa Fabiana Sala nella “Grande Mela” tra arte, lavoro e insegnamento

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Come consuetudine domenicale torna “Luinesi all’estero”, la rubrica che periodicamente sta raccontando vite, esperienze e speranze di tutti quei luinesi che hanno deciso di abbandonare l’Italia per cercare un futuro migliore. Come tanti altri concittadini, infatti, sono decine e decine i luinesi che si sono trasferitI all’estero, alcuni anche in Usa o in Australia, con l’intenzione di lavorare oppure spinti dal seguire le proprie passioni. Oggi siamo andati oltreoceano, a New York, dove abbiamo incontrato Fabiana Sala che nella “Grande Mela” fa la fotografa. Ecco l’intervista che le abbiamo fatto.

"Luinesi all'estero": Fabiana Sala

Foto © Susan Sawyers

Raccontaci di te… Quando sei andata via dall’Italia? Dove vivi?

Sono partita a settembre 2013. Ho vissuto un anno a Boston e questo è il mio secondo anno a New York.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Questa scelta è legata ad una serie di fattori ed è capitata in un particolare periodo della mia vita. Un mix di eventi personali e professionali mi hanno portato a prendere questa decisione, alla quale pensavo già da molto tempo. Ho sempre avuto la passione per il viaggio, per conoscere altre culture e vedere posti nuovi. Ho viaggiato molto in Europa ma non ero mai Stata negli Stati Uniti. In più sentivo il bisogno di imparare/migliorare l’inglese e così sono partita, senza pensarci troppo, spinta forse dall’incoscienza di quel periodo. Ovviamente non é stata una scelta facile e, per quanto entusiasmo avessi in quel momento, ho sofferto molto, specialmente i primi mesi. Ho dovuto rinunciare a persone che facevano parte della mia vita, della mia quotidianità e che erano punti di riferimento indiscutibili.

Di cosa ti occupi?

Ora principalmente di fotografia anche se il mio background è grafica e design.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Lavoro in uno studio a Manhattan tre giorni su cinque e il resto della settimana sono freelance. Sono assistente di alcuni professori dell’International Centre of Photography e ho avuto una mia classe a marzo. Ho condotto un workshop. Nelle scorse settimane alcuni miei lavori sono stati pubblicati in un libro chiamato “RAW” un progetto in collaborazione con “Ostkreuzschule für Fotografie” di Berlino e proprio l’International Centre of Photography di New York

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenza hai riscontrato?

Subito dopo la laurea in Visual Communication, a Lugano, sono tornata a casa e ho lavorato per circa un anno. Le differenze ci sono ma non mi piace paragonare l’Italia all’estero giusto per fare l’esterofila accanita. La mia esperienza in Italia non è stata delle migliori, ma non voglio fare di tutta l’erba un fascio. New York è stimolante, è incredibilmente competitiva e ti spinge a dare sempre il meglio.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrata nella società?

New York è una città meravigliosa ma come dicevo sa essere molto dura. Quando mi sono trasferita nulla era facile: lingua, cibo, abitudini, ritmi, stile di vita. Dopo quasi tre anni posso dire di essermi integrata molto bene anche se rimane uno strano rapporto di odio/amore.

Quali sono le altre difficoltà hai riscontrato?

La prima grande difficoltà è stata senza dubbio la lingua. Nel 2013 mi sono trasferita a Boston e il primo periodo è stato decisamente difficile. La comunicazione era a volte impossibile ed anche fare piccole cose, come ordinare in un bar o fare due chiacchiere con qualcuno, diventava impossibile. Ho sofferto molto specialmente perché partendo ho dovuto rinunciare a persone che erano punti di riferimento e assolutamente indispensabili per la mia vita.

(Foto © Susan Sawyers ed Evan See)

In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovata lavorativamente parlando?

Ho vissuto in Svizzera quando frequentavo l’università. Nessun’altra esperienza.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

Mi mancano moltissime cose, ma senza dubbio mi mancano soprattutto alcune persone.

E invece, che progetti hai per il futuro?

Questa è una bella domanda. Ho recentemente avuto delle proposte di lavoro per l’anno prossimo qui a New York. Ora sto valutando diverse opzioni. In questo momento la mia carriera è la mia priorità assoluta e sto valutando anche quale siano le scelte migliori da fare. Sto lavorando a due nuovi progetti che si stanno rivelando decisamente impegnativi, una mostra personale qui che si terrà in aprile e avrò alcune collaborazioni con riviste nei prossimi mesi. Sono soddisfatta per esser stata inserita nel catalogo di Lugano “Photodays”, un festival di fotografia a Lugano. Sono tra i finalisti del 2015 e mi hanno detto che stanno pubblicando un catalogo con la raccolta delle foto.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Spero di sì. Amo l’Italia e spero di poter tornare un giorno. L’ideale sarebbe poter conciliare la carriera con la qualità della vita che in Italia è decisamente superiore.

fabianasala.com – Instagram

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio Buccinnà e Patrizia Delleaquesta è la decima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”. Nelle prossime settimane continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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