29 Dicembre 2015

In Gran Bretagna migliaia di sfollati per le piogge record. Negli Usa fra tornado e alluvioni i morti sono saliti a 45

In Gran Bretagna migliaia di famiglie evacuate e rimaste senza luce, strade trasformate in canali, miliardi di danni ancora da conteggiare. Negli Stati Uniti, invece, le inondazioni nel Midwest hanno causato 13 vittime ed un tornado ne ha causate 11 in Texas, cinque in Illinois, le otto in Missouri e altre 19 nel sudest del Paese. Più di 1400 voli sono stati cancellati in diverse città americane.

Una foto a Garland in Texas, dopo il passaggio del tornado (G.J. McCarthy/The Dallas Morning News via AP) MANDATORY CREDIT

Una foto a Garland in Texas, dopo il passaggio del tornado (G.J. McCarthy/The Dallas Morning News via AP) MANDATORY CREDIT

Il nord dell’Inghilterra messo in ginocchio dalle alluvioni causate da piogge record cerca di rimettersi in piedi ma col rischio che la situazione peggiori nei prossimi giorni con l’arrivo di nuove precipitazioni. Mentre la visita del premier David Cameron nella York diventata Venezia non sembra sia servita a molto se non a scatenare nuove accuse contro il governo che avrebbe tagliato i fondi necessari per mettere il Paese al sicuro da fenomeni naturali sempre più violenti.

Se per lo meno in Gran Bretagna non ci sono state vittime a causa del maltempo, negli Usa fra tornado e alluvioni i morti sono saliti a 45. Le inondazioni nel Midwest hanno fatto 13 vittime, alle quali si aggiungono le 11 per il tornado in Texas, le cinque in Illinois, le otto in Missouri e altre 19 nel sudest del Paese. Fra le vittime nel Missouri si contano quattro militari internazionali che erano di stanza nella base di Fort Leonard Wood. Mentre gli abitanti del Texas, non ancora ripresisi dal devastante passaggio del tornado, già devono fronteggiare l’arrivo di una tempesta di neve con temperature in forte diminuzione.

E il maltempo ha già causato disagi ai trasporti aerei. Più di 1400 voli sono stati cancellati in diverse città americane. Lo scalo O’Hare di Chicago è il più colpito con oltre 300 voli annullati a causa del mix di pioggia, grandine e forti venti che stanno spazzando la città. Intanto nel Regno Unito il premier Cameron ha cercato di rassicurare la popolazione affermando che in questa legislatura verranno investiti 2,3 miliardi di sterline nelle difese contro le alluvioni e che il governo “analizzerà quanto è accaduto qui e vedrà cosa si deve fare”.

Parole e promesse di nuovi stanziamenti che però non frenano le polemiche, anzi. Lo Yorkshire Evening Post, uno dei maggiori quotidiani della regione finita sott’acqua, definisce l’atteggiamento del governo come “indifendibile”. Rincara la dose affermando che la maggior parte dei fondi vanno al sud ricco dell’Inghilterra e che le autorità nazionali non avrebbero mai permesso che quanto successo alla città di York potesse accadere alla capitale Londra. Anche il parere “neutrale” dell’Agenzia per l’Ambiente obbliga Cameron per lo meno a riflettere: deve essere rivisto l’intero piano di protezione del territorio per evitare le alluvioni che continuano a verificarsi con allarmante frequenza. All’inizio di dicembre era stata la volta della Cumbria, nel nord-ovest dell’Inghilterra, colpita dalle piogge torrenziali e dai venti impetuosi della tempesta Desmond.

Per far fronte a quelle che il governo continua a definire “emergenze” si chiamano sempre più spesso le truppe. In questo caso nel nord Inghilterra sono stati dislocati 500 militari e mille sono pronti ad intervenire. Nonostante infatti una “tregua” delle precipitazioni, nuove piogge record sono attese nei prossimi giorni, in particolare per mercoledì. Intanto viene fatto un primo bilancio dei danni, che secondo il Guardian si aggirano attorno agli 1,3 miliardi di sterline (1,7 miliardi di euro). Ma il “conto” finale potrebbe essere molto più alto.

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