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3 Giugno 2015

Gran Bretagna, Cameron torna sui suoi passi: aumenteranno gli stipendi dei parlamentari

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Per non perdere l’appoggio di tutti i membri della House of Commons David Cameron è costretto a tornare su sui passi. Solo qualche mese fa aveva definito inaccettabile l’idea di incrementare gli stipendi dei parlamentari e si tratta di una retromarcia che i britannici pagheranno sonoramente, soprattutto rispetto ai tagli alla spesa imposta ai dipendenti pubblici. I parlamentari così potranno godere di un aumento di reddito di ben 7mila sterline all’anno.

(flickr.com)

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Il dietrofront di Cameron: aumentati gli stipendi dei parlamentari britannici. Dopo aver vinto le elezioni lo scorso 7 maggio, David Cameron ha istantaneamente alzato bandiera bianca nei confronti dei deputati conservatori della House of Commons. Qualche tempo fa aveva dichiarato “inaccettabile” l’incremento su base annua degli stipendi ai parlamentari britannici, ma per evitare “ribellioni” e critiche interne al partito il premier ha dato il via libero all’aumento del reddito per i membri del Parlamento, che potranno godere di 7mila sterline all’anno in più (10mila euro circa). Una delle cause scatenanti di questa scelta da parte di Cameron è stata quella di assecondare i deputati conservatori, il cui voti è indispensabile per far lavorare senza problemi l’esecutivo grazie al sostegno della maggioranza. Cameron, alla guida del partito conservatore, può contare su 330 seggi e basterebbe davvero poco scendere sotto il confine dei 326 e non avere così più i numeri per governare. Il problema grande, però, è che Cameron fino a ieri a Downing Street aveva ribadito il suo no e affermato che i contribuenti avevano risparmiato 4 milioni di sterline grazie al congelamento dei salari ministeriali.

L’aumento degli stipendi in cifre. In base alla proposta fatta dalla Parliamentary Standards Authority (Ipsa), l’aumento sarà del 10% e farà arrivare il salario annuale a 74mila sterline (oltre 100mila euro). Nonostante l’aumento sia inferiore, solo il 4,9% contro il 10,3% dei semplici deputati, riguarda anche lo stesso Cameron. La retribuzione del primo ministro britannico, infatti, passerà dalle attuali 142.500 sterline (196.000 euro) alle future 149.440 (204.000 euro). I ministri del suo governo, inoltre, incluso il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, conosciuto in patria come uno dei grandi promotori del “taglio delle retribuzioni”: dalle attuali 98.740 sterline (136.000 euro), ne prenderà 105.680 (144.000 euro). Dell’aumento si avvantaggerà anche il leader dell’opposizione, quando i laburisti avranno scelto il successore del dimissionario Ed Miliband. Essendo una figura istituzionalmente prevista, il capo dell’opposizione e titolare del governo ombra guadagna ora 128.836.

Ai sindacati e alla cittadinanza, però, questa decisione non è piaciuta particolarmente, a fronte dei tagli alla spesa che stanno subendo i dipendenti pubblici. La Ipsa ha assicurato che l’aumento non comporterà alcuna ulteriore spesa di denaro da parte dei cittadini, ma che questi fondi verranno ricavati da una revisione di pensioni e indennità.

L’Italia ed i contribuenti italiani hanno poco da rallegrarsi: gli stipendi dei parlamentari nostrani. Nel 2014 il guadagno dei parlamentari eletti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica sfiorava i 20mila euro lordi al mese: 5mila sono relativi allo stipendio, altri 7mila netti, invece, sono rimborsi automatici e pagati anche senza presentare uno scontrino. Non vanno dichiarati. In una legislatura ognuno di essi percepisce qualcosa come quattrocento-cinquecentomila euro circa, tutto esentasse. A questi soldi vanno aggiunti 1.200 euro l’anno di spese telefoniche certificate e 1.850 euro circa al mese per il cosiddetto “esercizio di mandato”, che ha sostituito il contributo per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettore. In totale sono altri 23.400 euro ogni dodici mesi.

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