7 Settembre 2014

Scuola, a Luino è polemica sui buoni mensa e sul trasporto. Nessun esenzione per chi ha reddito inferiore ai 4 mila euro

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Se per la maggior parte della serata a tener banco sono state la Tasi e l’Imu, venerdì sera sul finire del consiglio comunale di Luino sono arrivate anche le polemiche sul tema scolastico. I contrasti con la minoranza sono nati subito dopo la presentazione del Piano per il diritto allo studio, spiegato dall’Assessore Pier Marcello Castelli, con l’approvazione del consuntivo 2013/2014 ed il preventivo per l’anno scolastico 2014/2015. In disaccordo il gruppo “Luino Futura”, con l’intervento della consigliera Enrica Nogara. Ma il clima in sala consiliare è diventato particolarmente acceso quando l’assessore ha presentato le “Tariffe dei servizi scolastici” e la “definizione di criteri di esenzione e di riduzione tariffaria”. Ad andare in escandescenza è stato il consigliere di minoranza Vincenzo Liardo, quando ha appreso che il Comune di Luino non ha previsto nessun tipo di esenzione dai buoni pasto delle mense per i figli di famiglie che hanno reddito annuale inferiore ai 4 mila euro.

La scuola elementare "B.Luini" di Luino

La scuola elementare “B.Luini” di Luino

Le polemiche sul Piano per il diritto allo studio. Dopo aver presentato il piano consuntivo 2013/2014 ed il preventivo per il 2014/2015 grazie alla spiegazione dell’assessore alle Politiche Educative ed ai Servizi Scolastici, Pier Marcello Castelli, il gruppo “Luino Futura”, con l’intervento di Enrica Nogara, denuncia la mancanza di una proposta di natura pedagogica che riesca a sensibilizzare gli alunni su diverse tematiche universalmente condivisibili. Tra botte e risposte che vedono protagonisti i consiglieri Alessandro Franzetti e Simona Ronchi, per la maggioranza, ed altri consiglieri di minoranza, il piano, che andrà a delinearsi definitivamente nelle prossime settimane, è stato votato in modo compatto dal gruppo di maggioranza “Nuova Frontiera”. E’ stato proprio il capogruppo Alessandro Malnati ad annunciarlo.

Il tariffario per le famiglie sui buoni posta ed il trasporto scolastico. Subito dopo il dibattito riguardante, come detto prima, il consuntivo 2013/2014 ed il preventivo 2014/2015, si è passati a parlare del quinto punto all’ordine del giorno: “Tariffe servizi scolastici e definizione criteri di esenzione e di riduzione tariffaria”. La scelta, da parte dell’amministrazione Pellicini, è quella di far pagare una quota, bensì minima, per la mensa ed il trasporto scolastico anche a quelle famiglie che non arrivano, con il loro reddito Isee, ai 4000 euro annui. Per loro, infatti, è prevista una spesa pari a 2,25€ a pasto per il primo figlio, di 1,75€ per il secondo e di 1€ per il terzo. Per il trasporto scolastico, invece, le stesse famiglie andranno a pagare 14€ mensili per il primo figlio, 8€ per il secondo e 1€ per il terzo. L’Assessore Castelli ha spiegato che la diversificazione delle aliquote sui redditi, da 0 a 4000€, da 4001€ a 6000€, da 6001€ ad 8000€ e superiori agli 8, è stata fatta per garantire ad un maggior numero di famiglie la possibilità di usufruire degli “sconti” da 4 a 6 mila euro. Le esenzioni totali, qualora fossero richieste da parte delle famiglie meno abbienti, sono da presentare agli uffici dei Servizi Sociali del Comune di Luino.

La reazione indignata del consigliere Liardo sulla mancata esenzione dei buoni pasto per le famiglie con reddito inferiore a 4 mila euro. A prendere parola, subito dopo la presentazione dell’Assessore Castelli, è Vincenzo Liardo, capogruppo di “Luino 2010” che mostra subito la sua indignazione per la proposta. “Vi invito a guardarvi in faccia una volta tornati a casa, dopo aver votato questa proposta – spiega Vincenzo Liardo ai suoi ‘colleghi’ durante il dibattito in consiglio comunale -. Per me quei 2,25 euro a pasto al giorno o i 14 di trasporto scolastico mensili richiesti a persone meno abbienti, sono una cifra che il Comune poteva tranquillamente evitare di volere.” Lasciando la sala consiliare palesemente irritato, Liardo ha sbottato: “Scrivete queste cose sui giornali – riferendosi ai giornalisti presenti -. Dov’è finita la dignità delle persone? Perché costringere queste famiglie ad umiliarsi andando ai servizi sociali per chiedere una completa esenzione? E’ mai possibile che in un bilancio di milioni di euro, come quello di Luino, perdiamo tempo a parlare di cifre così irrisorie?”

Sembra che la scelta dell’Amministrazione Pellicini voglia anche provare a colpire i “furbi” che dichiarano il falso sui propri redditi e così fare in modo che questi, presentando tutte le certificazioni necessarie per le esenzioni totali ai servizi sociali, abbiano tutte le carte in regole per riceverle. Però, c’è da aggiungere, infine, che non è solo compito di un’amministrazione comunale scovare i falsi redditi, perché questa mansione spetta soprattutto alle forze dell’ordine. Sarebbe utile che, una volta tanto, le amministrazioni comunali decidessero di aiutare, nel limite del possibile, tutti i cittadini che ne hanno bisogno.

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