1 Luglio 2014

Italia, la crisi e la recessione causano forte tensione sociale. Nel 2013 quasi due scioperi al giorno

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Sono la crisi, e la conseguente recessione, ad aver innescato un livello di conflittualità nei servizi essenziali italiani che nel 2013 hanno raggiungo il numero di ben 2339 proclamazioni di sciopero poste in essere: trasformatesi in ben 666 fermi effettivi.I settori colpiti sono quelli del trasporto (aereo, ferroviario, autostradale e marittimo), quello legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, quello della sanità ed, infine, quello della giustizia. Solo a Roma si sono contate 20 giornate di fermo. Il dato, però, è stabile rispetto all’anno precedente testimoniando tuttavia una fase di alta conflittualità determinata soprattutto dalla crisi.

(sblogghiamoci.wordpress.com)

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Le cause degli scioperi in Italia ed il confronto con i paesi europei. La crisi economica e il taglio alla spesa pubblica hanno innescato ben 2339 proclamazioni di sciopero in tutta Italia nel solo 2013. I dati sono stati presentati in Parlamento nella relazione del Garante dell’attuazione della legge sullo sciopero, Roberto Alesso. I servizi essenziali e necessari per i cittadini sono quelli legati al trasporto, alla sanità, alla raccolta dei rifiuti ed anche alla giustizia. La recessione, che ha colpito la maggior parte dei Paesi dell’euro-zona in Italia ha contribuito ad aumentare la tensione sociale oltre la normalità: la relazione fa riferimento ai mancati rinnovi contrattuali e, soprattutto, alle riduzioni del numero degli occupati.

Il contrasto contro l’uso sconsiderato dello sciopero e la richiesta di nuove norme. Per limitare l’utilizzo sconsiderato dello sciopero e per gestire la grave crisi economica che imperversa nel paese serve migliorare il grado di concertazione nel governare il conflitto. Il Garante sollecita, inoltre, regole che devono essere stabilite dal Parlamento che riescano a recepire l’accordo raggiunto tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sulle nuove direttive per la rappresentanza sindacale: “Sarebbe auspicabile – spiega il Garante Roberto Alesso – che i contenuti di una così ampia intesa venissero in qualche modo blindati per il tramite del legislatore, da concertare con le Confederazioni firmatarie. Per favorire questo processo sarebbe di grande utilità una legislazione contributiva e fiscale, che premi, in modo significativo e strutturale, il decentramento contrattuale”.

Le sanzioni accertate nel 2013. Nel 2013 il Garante sugli scioperi – si legge nella relazione – ha elevato sanzioni ai sindacati e alle aziende per un numero totale di 113.700 euro. A guidare la classifica è il trasporto aereo con 35.000 euro di multe, di cui parte a carico di iniziative proclamate da sindacati e parte a carico delle aziende. Segue il settore dell’igiene ambientale con 12.500 euro totali, tutti a carico dei sindacati e del trasporto merci con circa 16.000 euro di sanzioni, sempre a carico dei sindacati.

I settori maggiormente in subbuglio. Il settore igiene ambientale, che nel 2013 ha collezionato 186 azioni di sciopero, vive “una situazione autenticamente patologica” perché i fenomeni “di mala amministrazione”, uniti alla “progressiva riduzione degli stanziamenti per il finanziamento del servizio” e al “diffuso ritardo nell’erogazione dei corrispettivi da parte degli enti pubblici appaltanti”, rendono la conflittualità esplosiva. I lavoratori, infatti, subendo “una sistematica perdita delle tutele” finiscono con il “ricorrere con preoccupante frequenza, a forme di protesta spontanea al di fuori delle regole”.

Al Sud è il settore delle pulizie a registrare il maggior numero di scioperi. Nelle regioni del Sud a “dominare” la scena è il settore delle pulizie e multiservizi che registra 105 azioni di sciopero. A dare il quadro sociale in cui versa il settore ci sono però pochi dati.

Gli scioperi nei trasporti. Situazione che “desta preoccupazione” anche in quello dei trasporti (aereo, marittimo, ferroviario e su gomma) che accumula, sempre nel 2013, circa 293 scioperi. “Soglia ragguardevole” con 33 stop in un anno quella raggiunta dal trasporto aereo che hanno riguardato le principali Compagnie, da Alitalia Cai al gruppo Meridiana mentre il trasporto ferroviario si è fermato per 72 volte e per 31 volte quello marittimo. Conflittualità in aumento anche nella Sanità, “dove le proclamazioni sono aumentate del 70% in un anno”, e quello della Giustizia che ha visto 49 scioperi effettuati.

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