23 Giugno 2014

“Preferisco pagare per visitare l’Expo, piuttosto che lavorarci senza essere pagata”

Tempo medio di lettura: 3 minuti

“Cosa c’entra il volontariato con l’Expo? Cosa c’entra l’Expo con il volontariato?” questo è quello che si chiede Margherita Protti, giovane studentessa milanese in una lettera che ha inviato al comitato milanese degli Studenti per l’Altra Europa. 

"La grande occupazione" - un film di EXPO 2015 Campagna contro il freejob degli Studenti per l'Altra Europa

“La grande occupazione” – un film di EXPO 2015
Campagna contro il freejob degli Studenti per l’Altra Europa

Mentre la magistratura indaga su un giro di tangenti milionarie, arresta imprenditori, quasi 20 mila giovani si preparano a lavorare gratis. L’accordo sulla flessibilità del lavoro a termine e sugli stage per l’Expo 2015 siglato dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Filcams Cgil, Fisacat Cisl e UilTucs con l’amministrazione delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala, prevede l’assunzione di 835 persone mediante contratto di apprendistato da 7 o 12 mesi. 340 giovani parteciperanno ad un percorso formativo di 70 o 120 ore per il conseguimento delle qualifiche di “operatore Grande Evento”, “specialista grande Evento” o di “tecnico sistemi di gestione Grande Evento”. Per i ruoli di supporto e segreteria saranno invece altri 300 lavoratori ad essere assunti, 195 gli stagisti, con un rimborso di 516 euro mensili. Il protocollo prevede però la partecipazione di ben 18.500 volontari impegnati almeno per cinque ore al giorno durante i sei mesi dell’evento. Volontari che Expo cerca di accaparrarsi con discutibili campagne pubblicitarie che invitano al lavoro gratuito perché sì sa, l’esperienza, nella speranza che possa servirti per poi trovarti un lavoro sottopagato, devi fartela lavorando gratuitamente.

Il primo maggio scorso, contro la corruzione, la speculazione e il lavoro gratis creati dall’Expo è sfilata nelle strade milanesi la Mayday Parade. La rete Attitudine NoExpo composta da Euromaydays and The Ned, Macao, Offtopic, La terra trema, San precario, Zam, Lambretta, Boccaccio, Rimake, Rimaflow, promette proteste per il prossimo anno. Il comitato NoExpo tra le tante motivazioni che muovono manifestazioni e assemblee scrive: “la nostra è la critica a un modello di città, di sviluppo, di uso del territorio e dei beni comuni, che, ed è sotto gli occhi di tutti, ha reso questa città invivibile, priva di coesione sociale, precaria nel lavoro e nella vita, brutta paesaggisticamente, intollerante verso tutto ciò e tutti coloro che non sono compatibili con logiche di profitto. Expo non migliora Milano, non affronta e non risolve i problemi quotidiani, non alimenta un nuovo rinascimento municipale, ma solo le tasche di chi ha contribuito a devastare la metro-regione Milano negli ultimi decenni.”

La campagna del comitato degli Studenti per l’Altra Europa. Nei giorni scorsi, anche il comitato degli Studenti per l’Altra Europa, che non ha smesso di lavorare in seguito alle elezioni europee, ha lanciato una campagna cittadina contro il freejob e il lavoro volontario di Expo 2015 con la produzione di grafiche e adesivi parodistici dei manifesti di arruolamento dei volontari e organizzando dibattiti e assemblee aperte a tutti sul tema Expo e precariato.

"La grande occupazione" - un film di EXPO 2015 Campagna contro il freejob degli Studenti per l'Altra Europa

“La grande occupazione” – un film di EXPO 2015
Campagna contro il freejob degli Studenti per l’Altra Europa

Pubblichiamo di seguito, la lettera che Margherita Protti ha inviato agli Studenti per l’Altra Europa su Expo:

“A proposito dell’Expo.

Vivo a Milano, ho 18 anni, sono studentessa. Dal lontano 31 marzo 2008 seguo con curiosità e partecipazione quello che sta accadendo nella mia città in previsione dell’Expo. E non mi piace per niente. Al di là degli appalti quantomeno dubbi, della gestione fumosa del denaro pubblico e di tutti gli scandali, scandalini e scandaletti che si trovano ogni giorno sulle pagine dei quotidiani.

Ciò che mi piace di meno, infatti, è quella poderosa campagna pubblicitaria che vediamo ogni giorno in tutte le fermate della metropolitana e che ci invita ad unirci a un esercito di volontari giovani, sorridenti, cosmopoliti ed entusiasti. Ma non c’è niente di cui essere entusiasti, a mio parere. Il volontariato è una cosa seria. Dalla voce “Volontariato” sul sito dell’Enciclopedia Treccani: “Prestazione volontaria e gratuita della propria opera a favore di categorie di persone che hanno gravi necessità e assoluto e urgente bisogno di aiuto e di assistenza, esplicata per far fronte a emergenze occasionali oppure come servizio continuo.”. Cosa c’entra il volontariato con l’Expo? Cosa c’entra l’Expo con il volontariato?

Ci avevano detto che l’Expo avrebbe creato posti di lavoro, che ci avrebbe aiutati a uscire dalla crisi, che avrebbe finalmente contribuito a dare opportunità ad un’intera generazione di precari e di disoccupati. (Sul sito di Expo si può in effetti inviare una “candidatura spontanea”. Ma la pagina delle offerte di lavoro non c’è, o se c’è è ben nascosta.) Invece è sponsorizzato con grandi sorrisi e pacche sulle spalle il “programma volontari”.

Io spero che i miei coetanei e quelli più grandi di me, non si facciano fregare così. Che se vogliono diventare volontari si rivolgano a quelle associazioni che come scopo hanno il volontariato e che da anni sono in prima fila nel sostegno alle persone e ai territori. Non all’Expo, che con “volontariato” intende semplicemente “lavoro non retribuito”.

In fin dei conti, preferisco pagare per visitare l’Expo, piuttosto che lavorarci senza essere pagata.

Grazie per l’attenzione,
Margherita Protti.”

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