20 Febbraio 2014

Scuola, dimezzano le risorse ed i lavoratori: pulizie a rischio in 4mila strutture

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Il governo Renzi non si è ancora insediato ma a breve dovrà fare i conti con la situazione di totale incertezza che c’è negli appalti per le pulizie nelle scuole.

Il collegio di Santa Chiara, a Como (collegiosantachiara.it)

Il collegio di Santa Chiara, a Como (collegiosantachiara.it)

Il problema, a partire dal 1° marzo, riguarderà 4mila edifici scolastici in tutta Italia, con una riduzione del personale di circa 11.000 unità (concentrata particolarmente nelle Regioni del Centro – Sud) e una tassa di circa 15 milioni di euro che graverà sulle imprese a seguito delle decisioni del Governo. A lanciare l’allarme sono i presidenti delle tre associazioni che rappresentano le imprese del settore pulizie e multiservizi Lorenzo Mattioli (Anip Fise/Confindustria), Fabrizio Bolzoni (Legacoop Servizi) e Massimo Stronati (Federlavoro/Confcooperative), che chiedono un intervento urgente al nuovo governo e al ministero dell’Istruzione.

“Non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma di un disastro annunciato e più volte evidenziato al Governo e al ministero dell’Istruzione dalle Associazioni di Categoria, che nasce dai radicali tagli lineari operati in questo settore dal precedente esecutivo (e da quelli che lo hanno preceduto) che, con l’ultima legge di Stabilità, ha ridotto drasticamente (-48%) per il 2014 gli importi destinati alla pulizia delle scuole, passando da 545 mln a 284 mln di euro”.

Alla riduzione delle risorse va aggiunta una loro ripartizione, territoriale e per scuola, basata su criteri determinati dal Miur (i cosiddetti “posti accantonati”), che molto spesso non corrispondono alle reali esigenze del singolo plesso: in alcuni casi potrebbero esserci carenze e in altri risorse in eccedenza. La Legge di Stabilità aveva determinato una proroga ‘tampone’ di due mesi (fino al 28 febbraio), nel corso dei quali un tavolo tecnico guidato dai Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dello Sviluppo Economico con enti locali, imprese e sindacati avrebbe dovuto “individuare soluzioni normative o amministrative ai problemi occupazionali connessi alla gestione dei servizi di pulizia”.

A rendere la situazione ancora più drammatica per il settore c’è la “tassa sul licenziamento” Aspi (prevista dalla Legge Fornero) che le imprese dovranno corrispondere agli addetti che perderanno il lavoro per il taglio della spesa determinata dal Governo: circa 1.500 euro per ogni lavoratore. Una partita da oltre 15 mln di euro. Le persone che svolgono il servizio di igiene ambientale e ausiliariato in circa 4.000 scuole italiane sono oltre 24.000. Di queste, circa 11.500 sono ex lavoratori socialmente utili (soprattutto al Sud), mentre i restanti, presenti su tutto il territorio nazionale, fanno parte dei cosiddetti “appalti storici”.

Il maggior numero di esuberi si concentra nelle Regioni centro – meridionali come Campania (3.500, soprattutto nel napoletano e casertano), Puglia (1.300), Calabria (800), Sicilia (oltre 650) e Lazio (600). Anche al Nord i tagli governativi porteranno alla perdita di numerosi posti di lavoro in Lombardia (500) e Piemonte (500).

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