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10 Febbraio 2014

A 5 anni dalla morte di Eluana Englaro, Italia ancora immobile sul testamento biologico

Tempo medio di lettura: 2 minuti

“A cinque anni dalla morte di Eluana Englaro sul testamento biologico non c’è una legge e, cosa più grave, non sembra esserci la volontà del Parlamento di legiferare su questi temi.”

Un'immagine della campagna pro-vita per Eluana Englaro (tempi.it)

Un’immagine della campagna pro-vita per Eluana Englaro (tempi.it)

“Ci sono decisioni dei tribunali che compongono una giurisprudenza su cui ci possiamo basare, ma di fatto ci vorrà legge”. Così Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, fa il punto sul testamento biologico in occasione dell’anniversario della morte di Eluana Englaro, avvenuta il 9 febbraio del 2009.

“Questo diritto di scelta, come altri diritti civili fondamentali delle persone, non sono di serie b, devono essere esigibili” spiega Gallo, secondo la quale su questi temi ci vorrebbero “buone leggi laiche che rispondano alla volontà dei cittadini, come avviene in molti altri paesi”. “In assenza di legge oltre 110 comuni hanno istituito un registro testamento biologico: li si può inviare il proprio in maniera che sia reso pubblico” ricorda il segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che spiega anche come sul sito stesso dell’Associazione sia possibile scaricare un modulo per il biotestamento, redatto insieme ad esperti, sia giuristi che medici, facendolo poi autenticare la firma da un notaio.

Da 3 anni per Beppino Englaro, il padre di Eluana, il 9 febbraio è la Giornata del Silenzio. Un appello alla riservatezza che ha chiesto anche questa volta, nel quinto anniversario della morte della figlia. Negli anni scorsi il 9 febbraio è stato proclamato “Giornata nazionale sulla libera scelta” oppure “Giornata degli stati vegetativi”, da varie associazioni. Papà Beppino, che abita a Lecco, continua a girare su e giù per l’Italia per parlare di testamento biologico, di una legge ad hoc. “Ho intenzione di trascorrere il 9 febbraio a Paluzza, dove lei è sepolta”, aveva detto alcuni giorni fa. Eluana è stata infatti tumulata nel cimitero del piccolo paese sulle alpi friuliane, terra di origine di Englaro.

La questione del testamento biologico è uno di quelli che più ha diviso, in questi anni, parti politiche e opinione pubblica. Nel giorno dell’anniversario Militia Christi ha manifestato, una ventina i partecipanti, davanti alla clinica “La Quiete” di Udine, dove morì Eluana. I manifestanti hanno esposto uno striscione con sopra la scritta “Per Eluana … mai più eutanasia”. Nei giorni scorsi Beppino Englaro, padre di Eluana, aveva chiesto una giornata di silenzio in occasione dell’anniversario della morte della giovane.

“Oltre cento comuni in Italia hanno attivato il registro sul testamento biologico: questo significa fornire un servizio ai cittadini, agevolarli nel far rispettare la loro volontà, un diritto che è già nella Costituzione, come dimostra la stessa giurisprudenza sul caso di Eluana, e che può essere esercitato e fatto rispettare anche in assenza di una legge sul testamento biologico”. Così Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, sul tema del testamento biologico. “La giurisprudenza sul caso Englaro ha chiarito il diritto in Italia al testamento biologico, a far si che la volontà di una persona sia presa in considerazione – chiarisce infatti Cappato – questo è già in Costituzione e già adesso ciascuno di noi ha la possibilità lasciare delle indicazioni e vi è l’obbligo di tenere conto delle indicazioni stesse”.

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