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25 Gennaio 2014

Gran Bretagna: come in Italia, sono migliaia le vittime colpite dagli strozzini

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Sono sessanta le vittime degli strozzini che hanno deciso di rompere l’omertà in Gran Bretagna. Paura, intimidazioni e minacce intrappolano le famiglie che, dopo aver chiesto prestiti in contanti da “istituti di credito illegali”, le portano a non denunciare.

I cosiddetti "loan shark", gli usurai in Gran Bretagna (westcapenews.com)

I cosiddetti “loan shark”, gli usurai in Gran Bretagna (westcapenews.com)

Tony Quigley, direttore de “Illegal Money Lending Team” (IMLT) in Inghilterra, ha rivelato che, i richiedenti prestiti pagavano almeno circa 1000 euro l’anno di interessi ai propri estorsori. Quigley, la cui squadra nazionale di controllo ha poteri di arresto e di processo, ha detto che c’è una crescente consapevolezza del fenomeno ed ora si è attivato per rendersi disponibile ad aiutare nelle denunce, le vittime che ricevono atti di bullismo e/o rimangono traumatizzate. Ha detto che la crisi economica ha portato ad una miseria tale da portare i criminali ad agire inosservati per anni, quando ancora la deflazione economica non aveva colpito milioni di persone. In totale, ad oggi, sono 60 i casi in cui alle vittime sono stati dati gli status “di protezione”, anche se solo nei casi più estremi.

“E’ davvero incredibile, (ndr come lo è anche in Italia), il problema sociologico che innescano le azioni di usura – spiega Quigley -. All’interno di una comunità, che fa fatica ad arrivare a fine mese, ci sono certe persone che sfruttano e speculano sulle fasce più deboli per ricavarne denaro. Tanti cittadini, vittime di queste angherie, hanno pensato di suicidarsi, e lo hanno raccontato proprio alle autorità competenti al momento della denuncia”.

Quigley ha ammesso inoltre che l’entità dei prestiti ed il pagamento degli stessi sono difficili da quantificare. “E’ la criminalità che agisce e fin quando non si hanno prove o denunce possiamo solo dire che si tratta di un’economia fantasma, che non è documentata: nessuna tassa, nessuna assicurazione, nessuna registrazione, sono soldi prestati in contanti. L’unica cosa a noi chiara è che questa attività ormai, è costante da anni. In molti casi, infatti, non vi è alcuna traccia delle transazioni tra uno strozzino e un debitore. Nel caso, poi, in cui i debitori non siano in grado di pagare gli usurai aumentano a dismisura i tassi di interessi “stipulati” all’inizio; alcuni di questi estorsori, i più arroganti e senza pudore, richiedono in mancanza dei pagamenti le consegne da parte dei debitori dei loro passaporti, delle loro patenti di guida oppure delle carte di credito, con il codice PIN.”

In totale, a partire dal 2010, le autorità stimano che ci siano stati circa 310.000 casi di prestiti illegali nel Regno Unito. La maggior parte delle persone che entrano in questo circolo vizioso, anche una volta pagato il debito, fanno fatica a venirne fuori. I debiti poi, nella maggior parte dei casi, le vittime non sono in grado di pagarli e l’effetto negativo di questa situazione porta al trovare “qualunque modo” per far quadrare i conti perché spaventati dalle continue minacce e vessazioni da parte degli strozzini.

L’anno scorso ci sono stati 100 arresti e 50 procedimenti penali, con accuse per beneficio di frode, riciclaggio di denaro sporco, ferimento, aggressioni, ricatti e rapimenti. Le indagini non sono limitate alle solo città, però, perché hanno incluso anche contee prevalentemente rurali come la Cumbria, Devon e la Cornovaglia. In Inghilterra, infine, quasi tutte le autorità locali hanno ormai delegato le loro competenze in questo settore al consiglio comunale Birmingham, che ospita la squadra di Quigley.

Un’ultima riflessione che sorge spontanea, però, è la seguente: “Come fa un debitore a coprire i contanti prestati da uno strozzino se gli stessi soldi li usa per sfamare i figli e per coprire le bollette da pagare o un affitto?” Ogni mondo è paese comunque, non da ultimo il grave atto compiuto da alcuni usurai ventenni di Genova, solo qualche giorno fa.

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