16 Gennaio 2014

Energie rinnovabili e tecnologie intelligenti: il 2013 anno nero per gli investimenti

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Il 2013 è stato un anno nero per gli investimenti globali nelle fonti rinnovabili e nelle tecnologie energetiche intelligenti, scesi del 12% rispetto all’anno precedente, a 254 miliardi di dollari.

(impresaeterritorio.it)

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Emerge dal rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance (Bnef), che rileva per l’Italia il peggior risultato a livello mondiale: 4,1 miliardi di dollari, il 73% in meno rispetto ai 15,2 miliardi del 2012.

L’Anev, associazione nazionale energia del vento, aveva già denunciato la situazione. “L’industria del vento – fa sapere l’Anev – negli ultimi 2 anni ha perso tra i 3 e i 4mila posti lavoro e ciò a causa delle novità introdotte dalle aste e delle norme retroattive di taglio degli incentivi. Il sistema delle aste ha dimostrato tutto il suo fallimento con un crollo del 60% delle nuove installazioni. Solo 400 i Mw aggiudicati nel 2013, contro i 1200 Mw installati nell’anno precedente. Si tratta di un crollo che si è inserito in una situazione di cui stanno soffrendo già gli impianti esistenti a causa di norme retroattive come ad esempio il taglio del 22% degli incentivi e la Robin Tax”.

Questi dati collimano con quanto espresso nel rapporto Bnef, secondo cui calo degli investimenti globali (ancor più impressionante se confrontato con i 317,9 miliardi di dollari del 2011) deriva da due fattori principali: la forte riduzione del costo degli impianti fotovoltaici e l’impatto sulla fiducia degli investitori dei mutamenti delle politiche per le Fer in Europa e Stati Uniti.

A livello mondiale, gli investimenti sono scesi sia in Cina (-3,8%) che negli Usa (-8,4%), ma è l’Europa ad aver scontato il calo più drastico: -41%. Il risultato è stato influenzato negativamente dai crolli di Italia, Germania (-46,1% il livello più basso dal 2006), Spagna (-64,5%) e Francia (-33,8%), mentre il Regno Unito ha limitato le perdite con un -8,4%. Male anche Australia (-3,6%), Sud Africa (-14%) e America Latina, dove la crescita degli investimenti in Cile, Messico e Uruguay è stata annullata da una contrazione del 52,1% del Brasile.

Segni positivi si sono registrati soltanto in Giappone (+55%), Canada (+31,6%) e India (+2,6%). A livello nazionale, la situazione era stata annunciata dall’Anev, che a fronte della crisi attuale delle aziende, dei licenziamenti e della chiusura delle fabbriche, prevede uno scenario futuro ancora più nefasto per un settore che andrebbe incoraggiato, ma che “continua a subire i colpi di provvedimenti ingiusti, come il Destinazione Italia, che invece di favorire la crescita del settore, lo affosserà ulteriormente – commenta l’Anev – se non verrà corretta la previsione che vieta gli interventi sugli impianti degli operatori che non accetteranno di ridursi ulteriormente gli incentivi”.

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