8 Gennaio 2014

“Il Capitale Umano” sotto accusa. Virzì risponde alle critiche leghiste

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Andrea Monti, assessore brianzolo leghista, non ci sta a vedere dipinta la ‘sua’ Brianza come “un paesaggio gelido, ostile e minaccioso” da Paolo Virzì. Ecco la risposta del celebre regista.

(rbcasting.com)

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Andrea Monti, assessore leghista al Turismo e Sport della Provincia di Monza e Brianza, affida a un lungo post sul suo blog il rammarico per le parole usate dal regista, in un’intervista a Repubblica, per presentare “Il Capitale Umano”, in uscita giovedì nelle sale. Parole che Monti definisce, soprattutto per quel riferimento alle “villette pretenziose”, “uno schiaffo” a tanti piccoli brianzoli. “Il mio ‘ribelliamoci’ – spiega Monti – non è un invito al boicottaggio, sarebbe stupido. E’ piuttosto una protesta contro quella logica che da sempre mostra la Brianza come un modello negativo, un territorio abitato da gente arrichitasi velocemente. Non è così, questa è una mistificazione. Virzì – afferma il leghista – probabilmente non conosce la Brianza e si è affidato a stereotipi”.

L’assessore precisa comunque che non sta “stroncando” il film in uscita. Anzi, andrà a vederlo per capire meglio come il regista abbia affrontato l’argomento. Monti, in particolare, punta il dito contro “il contributo da 700mila euro ricevuto dal ministero dei Beni Culturali per la realizzazione della pellicola”. Proprio la Brianza è “una delle aree che più contribuisce – sostiene – a finanziare i bilanci di questo Stato, compreso il Ministero dei Beni Culturali”. Virzì “abbia almeno il buon gusto di restituire questi soldi, perché abbiamo buona ragione a sostenere che sono in buona parte soldi nostri”.

“E’ una polemica buffa e scomposta, del tutto infondata”. Il regista Paolo Virzì commenta così, all’Adnkronos, la polemica sul suo film ‘Il capitale umano’, innescata dalle parole usate dallo stesso Virzì in un’intervista a un quotidiano nazionale in relazione alla location del film, in Brianza, ovvero “un paesaggio ostile, gelido e minaccioso”. Parole contro le quali si sono scagliati il presidente della Provincia di Monza e Brianza e l’assessore al Turismo e Sport della stessa Provincia, con ampia eco su alcuni giornali. “Leggendo qualche giornale questa mattina pensavo fosse una parodia, credo che chi dice e scrive queste cose anzitutto non ha visto il film e non sa che l’ambientazione è in una Brianza immaginaria, basti pensare che il luogo dove avviene l’incidente stradale che avvia la storia non esiste: l’abbiamo chiamato Ormate Brianza perché ha un suono plausibile ma sfido chiunque a trovarlo su una carta geografica”, prosegue il regista. “Gli attacchi che ho letto mi sembrano del tutto infondati. Discutere di un film è interessante, discutere di una mezza frase del suo regista meno. Preferirei si parlasse del film, dei suoi attori straordinari, del suo essere un appassionante, spero, intreccio fra noir e commedia umana che racconta mal riposte aspirazioni di ricchezza. Mi sembra una polemica basata su un pregiudizio acido. Certo che l’Italia si è un po’ incattivita, siamo in un momento di grande rabbia, di astio, ma mi permetterei di suggerire – afferma Virzì con autoironia – di occuparsi di cose più serie”. Quanto alle sottolineature sui finanziamenti pubblici al film, Virzì rinvia il tema alla produzione, “non mi occupo di queste cose, riguardano i produttori”, salvo dire che “quelli del fondo di garanzia sono soldi che vengono restituiti e se il film ha successo è persino un affare per Stato che lo ha finanziato”.

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