21 Dicembre 2013

Finge una consegna a domicilio, aggredendo un disabile e la badante. Arrestato 25enne italiano pregiudicato

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La Polizia ha arrestato a Reggio Calabria un venticinquenne pregiudicato, accusato di concorso in tentata rapina armata a carico di un disabile.

Il ragazzo arrestato, Consolato Vitetta (cmnews.it)

Il ragazzo arrestato, Consolato Vitetta (cmnews.it)

Ieri pomeriggio, intorno alle 19, fingendo di consegnare della rosticceria, un ragazzo reggino, Consolato Vitetta, si è introdotto nell’abitazione di un sessantenne disabile in via Messina, nel quartiere Gebbione di Reggio Calabria. Mentre il complice bloccava la badante rumena, lui è andato nella stanza da letto dove si trovava la cassaforte. Non riuscendo ad aprirla, è tornato dalla badante minacciandola e usando violenza percuotendola con la canna della pistola e intimandole di consegnare le chiavi, ma con esito negativo. Al diniego della donna, così, i due si sono diretti nella stanza da bagno, dove seduto sulla sedia a rotelle si trovava il proprietario di casa, al quale è stata tappata la bocca per soffocarne le urla. I due però, hanno perso di vista la badante, le cui urla hanno richiamato l’attenzione dei vicini che hanno allertato la polizia, facendo desistere i due che si sono dati alla fuga.

Sul posto sono giunti i motociclisti della Sezione Falchi della Squadra Mobile diretta dal primo dirigente Gennaro Semeraro, i quali hanno raccolto le descrizioni delle vittime ed hanno acquisito le immagini dai sistemi di videosorveglianza dei negozi in zona. Il confronto tra le immagini e i cartellini foto-segnaletici del Gabinetto regionale di Polizia Scientifica, diretto dal vice questore aggiunto Diego Trotta, ha consentito l’identificazione di Vitetta, che è stato anche riconosciuto dalle vittime.

Dopo solo mezz’ora dalla tentata rapina, quindi, i “Falchi” si sono presentati alla porta dell’abitazione di Vitetta, arrestandolo per concorso in tentata rapina a mano armata, con l’aggravante di avere profittato della minorata difesa fisica di una delle vittime. Durante la perquisizione è stato sequestrato un giubbotto di colore nero che, stante le descrizioni fornite e le immagini acquisite, corrispondeva a quello indossato durante l’episodio delittuoso, il che trovava conferma anche nel successivo riconoscimento operato dalle vittime. Il ragazzo ora, dopo gli accertamenti di rito, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Agente Giudiziario. Del complice ancora nessuna traccia.

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