19 Dicembre 2013

Ecco come cambia la giustizia sportiva con la “rivoluzione” Malagò

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“Una rivoluzione”. Così la definisce il presidente del Coni, Giovanni Malagò. E’ la sua riforma della giustizia sportiva, la vera, grande promessa mantenuta dal nuovo numero uno del Comitato Olimpico.

Giovanni Malagò, presidente del Coni (blog.corrieredellosport.it)

Giovanni Malagò, presidente del Coni (blog.corrieredellosport.it)

Qualcuno storce il naso, il calcio e il nuoto, nelle persone di Abete e Barelli, non la votano. “Una rivoluzione”, dice soddisfatto il numero uno del Coni, anche se a fine giornata dovrà fare i conti con gli scontenti di turno, Giancarlo Abete e l’omologo del nuoto, Paolo Barelli, unici a votare contro, una riforma che a detta dello stesso Abete era necessaria, così come lo è l’abbattimento epocale di quello che proprio in via Allegri era considerato il vero male dei processi, il Tnas, denominato anche “scontificio”. Al suo posto, ecco la Procura Generale dello Sport (presidente, il generale dei Carabinieri, Enrico Cataldi) e il Collegio di Garanzia dello Sport (l’ex ministro degli esteri, Franco Frattini), e poi ecco l’idea che non è piaciuta ad Abete. Si tratta di un codice unico di giustizia sportiva: “D’accordo con la nascita del Collegio di Garanzia – chiarisce quindi il numero uno di via Allegri – e d’accordo sulla nascita della Super Procura, ma non sono d’accordo sul codice di giustizia unico e sono preoccupato sul versante dei rapporti internazionali di tutte le federazioni”. In merito a quest’ultima chiosa, Abete parla di “pericolo” di fuga notizie.

Il motivo è molto chiaro: non solo il Collegio farà da terzo grado, (l’equivalente della Cassazione dello Sport), ma senza entrare nel merito, potrà soltanto intervenire sulla legittimità delle sentenze con la facoltà di rimandare le parti ai precedenti gradi di giudizio, ma dal primo luglio, data di entrata in vigore del nuovo ordinamento e dei nuovi organismi. Il Super Porcuratore potrà anche intervenire “ex ante”, cioè sostenendo l’attività delle procure federali e intervenendo anche attraverso il potere di avocazione. Cosa significa? Ad Abete non piace questa “cogestione”, cioè la possibilità del Super Procuratore che, oltre a “bacchettare” i colleghi, in casi di estrema gravità, potrà acquisire gli atti in possesso ai Palazzi di turno. Ciò rischia di creare ulteriore fuga di notizie e remissione da parte dei pm ordinari nel dare il materiale in tempi rapidi.

La nuova giustizia sportiva partirà dal primo luglio prossimo, nel frattempo entro la prossima giunta di gennaio, la Commissione di tutela composta da Annibale Marini, Carlo Deodato e Luigi Fumagalli, si occuperà di individuare al massimo 50 persone che dovranno sostituire gli attuali membri del Tnas e dell’Alta Corte. “Da una parte il Coni garantisce rispetto per gli organi federali, ma al tempo stesso chiediamo che il percorso dei processi sia equo e trasparente, nei tempi e nei modi”, ha chiuso il discorso Malagò.

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