13 Dicembre 2013

Cina: “Nel 2011 l’inquinamento ha provocato 250mila morti, in pericolo i bambini”

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A rivelare questa situazione uno studio americano commissionato dalla associazione ambientalista Greenpeace.

Uno scatto di blogs.blouinnews.com

Uno scatto di blogs.blouinnews.com

Nel 2011 in Cina sono morte 250 mila persone a causa dei livelli di inquinamento, centinaia di migliaia di bambini sarebbero a rischio e molti di loro soffrono già di malattie cardiorespiratorie. La ricerca è corredata anche da fotografie scattate dal satellite che mostrano una coltre di smog compatta che si estende da Shangai a Pechino, un fenomeno che si è manifestato nelle ultime settimane a che in alcune città, come a Shangai, ha costretto alla chiusura delle scuole ed alla limitazione, se non addirittura alla interdizione, del traffico aereo. A Nanchino l’allarme rosso per l’inquinamento è in vigore da cinque giorni consecutivi in altre città, come Jiangsu e Zhejiang la visibilità è scesa a meno di 50 metri.

L’analisi degli inquinanti ha rivelato che la principale responsabile dello smog è la combustione del carbone, ancora usato in molte fabbriche (la Cina è uno dei maggiori produttori mondiali di carbone) e per il riscaldamento delle case private. Con i 250 mila morti, l’inquinamento ha anche provocato l’asma a 320 mila bambini e a 61 mila adulti, 36 mila bambini sono nati sottopeso, ci sono state 340 mila visite ospedaliere e sono state perse per malattia più di 141 milioni di ore di lavoro.

I livelli di inquinamento sono così elevati e la visibilità è talmente ridotta, che l’ente che sovrintende il traffico aereo ha disposto che dal 1 gennaio del prossimo anno, per atterrare negli aeroporti cinesi i piloti degli aerei commerciali dovranno aver frequentato un corso ed ottenuto l’abilitazione per l’atterraggio in assenza di visibilità.

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