30 Ottobre 2013

Poveri in aumento, sfiorano i 5 milioni. I giovani i più pessimisti, mentre il Governo come agisce?

Non riuscire ad arrivare a fine mese, sia per le spese da affrontare, sia per garantire ai propri figli una vita dignitosa.

(tntnews.altervista.org)

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E’ questo il problema di 5 milioni di persone in Italia, vittime della povertà. Da uno studio Ipsos per Acri, in occasione dell’89esima Giornata mondiale del risparmio, infatti si evince che una famiglia su cinque, nel nostro amato Belpaese, abbia problemi a sostentarsi economicamente. Il dato più eclatante, che fanno presente i ricercatori, sembra essere quello legato all’adattamento degli italiani al tempo della crisi, con rilevanti sacrifici: “Nel 2013 torna a crescere dopo 3 anni, dal 28 al 29%, la quota di famiglie che sono riuscite a mettere da parte qualche euro, e cala dal 31 al 30% quella dei nuclei in “saldo negativo”. Potrebbe essere forse il segno che gli italiani sembrano aver trovato un assestamento nella crisi, seppur a prezzo di notevoli rinunce. Nel complesso, pero’, le famiglie che si sentono in crisi di risparmio sono in lieve aumento: il 43% contro il 42% del 2012 e il 37% del 2011″.

I risparmi degli italiani: chi riuscirebbe a far fronte ad una spesa di 1000€? Il  20% delle famiglie, prese come campione, dice che non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 1000 euro con risorse proprie ed il 4% non lo sa. Se la spesa imprevista fosse maggiore, ipotizzando 10000 euro (ossia un furto d’auto, una complessa operazione dentistica, la sistemazione di un tetto o una cartella esattoriale non attesa), meno di una famiglia su 3 (31%) potrebbe farvi fronte con le sole proprie forze.

E’ una situazione drammatica, quella italiana, ed il pessimismo degli intervistati ne è l’ulteriore conferma. A definire assai grave la crisi é il 91% degli italiani e per il 75% ci vorranno almeno tre anni per tornare a vedere la luce. Per uno su 3, invece, ci vorranno addirittura tra i 5 e i 10 anni per ritrovare i livelli di benessere precedenti. A livello complessivo il 40% degli italiani e’ ottimista sul futuro contro un 41% di pessimisti: il saldo negativo di un punto percentuale si confronta con quello positivo di 7 punti percentuali del 2012. Negli ultimi anni, inoltre, si e’ assistito a un crescente decremento del numero dei soddisfatti circa la situazione economica personale e il dato del 2013 rappresenta il minimo di tutta la serie storica: solo poco più di 2 italiani su 5 rispondono affermativamente (il 42% della popolazione), mentre i restanti 3 su 5 lo sono sempre meno (58%). Tendono a scomparire i “molto soddisfatti”: sono appena il 3%. Nel Sud si trova il minor numero di soddisfatti (31% quasi 1 su 3) con una riduzione di 7 punti rispetto all’anno precedente.

Il 26% delle famiglie segnalano anche un peggioramento del loro tenore di vita. Il 47%, invece, ha dichiarato di avere difficoltà nel mantenere le loro condizioni economiche. A fronte di un italiano su cinquanta che ha avuto un miglioramento, un milione di persone, ci sono ben 40 milioni di cittadini che hanno fatto registrare il peggioramento della propria situazione economica.

Ma soprattutto sono i giovani (18-30 anni) a perdere la carica: tra loro gli ottimisti sono scesi in un anno dal 24% al 4%.

Infine un dato importante: il governo, nello studio della legge di stabilità, ha sostanzialmente tagliato il cuneo fiscale, “regalando” agli italiani un impatto migliore nella busta paga, con un risparmio di dieci euro mensili, pari allo 0,1% del cuneo imposto al lavoratore.

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