2 Ottobre 2013

La mafia, la camorra e la ‘ndrangheta nel rapporto della Dia

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Sembra sparito dall’agenda dei media e dai discorsi dei partiti e della politica il problema riguardante la criminalità organizzata. I problemi, come la crisi economica e la decadenza o meno del presidente Berlusconi, hanno fatto sì che le mafie finissero nel dimenticatoio, quasi come se non ci fossero o fossero state vinte. E’ stato appena spedito in Parlamento, il rapporto della Direzione Investigativa Antimafia riguardante il secondo semestre del 2012, dal quale si evince, invece, che la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta, in silenzio, continuano a proliferare.

Un agente della DIA alle prese con un'intercettazione (canaleotto.it)

Un agente della DIA alle prese con un’intercettazione (canaleotto.it)

Il fatturato di tre delle maggiori mafie mondiali si aggira attorno ai 140 milardi di euro l’anno, vale a dire circa 10 volte tanto quello che porterà nelle casse dell’erario statale l’aumento dell’IVA dal 21 al 22%. Cifre da capogiro, insomma, quelle che riguardano gli affari di mafia, camorra e ‘ndrangheta, che sembrano appartenere ad un mondo a parte in questi ultimi mesi dimenticate da media e politica. In questo semestre quello che pare più rilevante è il riassestamento delle potenze criminali nazionali: alcuni comuni sciolti per associazione mafiosa, i sequestri di milioni di euro, gli arresti eccellenti, però, non hanno fermato le mafie che continuano a muoversi in un sottobosco economico e sociale.

La mafia siciliana, stando ai dati del rapporto DIA, da un lato conferma una fase di “arretramento” già evidenziata nel primo semestre 2012 e dall’altro, invece, mostra segnali di una progettualità volta alla riorganizzazione ed alla riaffermazione del proprio potere. Nel complesso, però, cosa nostra permane in uno stato di difficoltà per il progressivo depauperamento di risorse avvenuto grazie agli interventi degli organi investigativo sui patrimonio delle cosche mafiose. Anche la perdita di credibilità è un aspetto importante per la riorganizzazione della magia, visto che sembra non essere più in grado di garantire un certo tipo di esercizio del potere.

I dati sull'estorsione in Sicilia nel secondo semestre 2012 (interno.gov.it)

I dati sull’estorsione in Sicilia nel secondo semestre 2012 (interno.gov.it)

L’estorsione rimane, poi, la fonte primaria di introiti, ma sembra aver fatto perdere, a cosa nostra, la tradizionale finalità per raggiungere la sovranità territoriale. Lo scioglimento di tre comuni e di un’amministrazione comunale confermano che il rapporto tra la mafia, l’imprenditoria e la politica che “si consolida in un vero e proprio sistema criminale, proteso a esercitare un concreto potere decisionale su ogni aspetto del vivere sociale, economico e politico“. La mafia, infine, sicuramente sta attraversando un periodo di ricambio generazionale che si delinea sempre meno conforme a seguire gli schemi rigidi dei mandamenti e delle famiglie, ma rimane indiscussa la leadership del latitante Matteo Messina Denaro.

Scampia, teatro di una delle faide più violente della camorra (iconfronti.it)

Scampia, teatro di una delle faide più violente della camorra (iconfronti.it)

La camorra viene definita come un’organizzazione “poliedrica” capace di usare le armi e l’economia per un solo scopo: gestire il consenso delle fasce più povere della popolazione con l’offerta di un guadagno in aree ad altissimo tasso di disoccupazione.” Gli affari della camorra riguardano, infatti, interessi politici ed economici, di controllo del territorio, di riciclo di denaro, di edilizia e di smaltimento di rifiuti. L’intento camorristico è quello di mantenere la popolazione con un basso tenore di vita, rispetto all’Italia, in modo tale da essere l’unica soluzione ai problemi dei cittadini. Sono un’effettiva minaccia per la stabilità dei sistemi politici (a livello locale e nazionale) e dei sistemi economici internazionale perché sono stati in grado di collegare gli aspetti moderni affaristici con i valori antichi e tradizionali della mafia “militare”. L’esempio di questa minaccia riguarda la storica faida di Scampia, dove le nuove leve stanno prendendo il sopravvento.

La ‘ndrangheta, ultima ma non per importanza, fa registrare in Calabria il maggior numero di comuni sciolti per le infiltrazioni della criminalità organizzata. La ‘ndrangheta riesce ad inserirsi laddove ci siano carenze delle amministrazioni locali attraverso una pericolosa deriva corruttiva: le ‘ndrine sembrano le uniche ad avere questa alta capacità di entrare in ogni aspetto della vita quotidiana dei cittadini, sia nei piccoli comuni che nei grandi capoluoghi, come accaduto a Reggio Calabria. A differenza di cosa nostra e camorra, la ‘ndrangheta punta a mostrare a tutti il proprio potere all’interno delle istituzioni stesse. “La ‘ndrangheta si conferma – sotto ogni aspetto – tra i più insidiosi fenomeni criminali organizzati del mondo che supera il modello arcaico della pressione militare“.

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