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12 Settembre 2013

Consumismo – “A non sapere più cosa compriamo non sappiamo più chi siamo”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Ieri mattina via Montenapoleone, a Milano, è stata protagonista di uno spettacolo originale ed insolito per l’essenza di uno dei centri maggiormente dediti allo shopping della città meneghina. Il progetto, nato all’Accademia di Brera, rientra in un contesto universitario attraverso l’idea di una performance di “body art” creato per sensibilizzare la popolazione sul consumismo e su ciò che compriamo.

Due bambine, molto stupite, guardano la modella, Paola Caucci vestita di scontrini, in via Montenapoleone

Due bambine, molto stupite, guardano la modella Paola Caucci, vestita di scontrini, in via Montenapoleone

Il manifesto, stilato da Sara Garzonio, studentessa del corso “Decorazioni” di Brera, del docente Marco Pellizzola, cerca di far riflettere il lettore, e a nostro avviso ci riesce appieno: “Vivendo in un mondo di consumismo, in cui non siamo altro che numeri su uno scontrino, il nostro obiettivo primario sembra sia solo quello di consumare, acquistare e vendere. Quindi non possiamo farlo senza porci delle domande perché il nostro agire ha un ruolo rilevante sull’equilibrio mondiale.

Il primo piano della modella Paola Caucci

Il primo piano della modella Paola Caucci

La sfilata di ieri mattina in Via Montenapoleone, ha visto la modella, Paola Caucci, indossare un vestito fatto di scontrini, quasi come se fosse una seconda pelle fatta di ricevute fiscali. Alla ragazza, che indossava una tuta aderente che le ricopriva tutto il corpo, sono stati attaccati centinaia di scontrini con una colla, ottenuta facendo bollire l’acqua e la farina insieme: un composto che risulta essere naturale, non inquinante e non dannoso per la pelle.

“Ho scelto questa via perché è una delle più ricche e simbolo della moda – spiega Sara – e mi piacerebbe riuscire a sensibilizzare le persone per fare in modo che inseriscano nella loro “lista della spesa” anche una lista di domande, come per esempio: dove è stato prodotto? Da chi? In che modo? E’ stato sfruttato qualcuno nella produzione? Mi serve davvero quello che sto acquistando? Potevo trovarlo anche usato? Si può riciclare?”

I passanti si sono incuriositi parecchio e hanno chiesto agli organizzatori del perché di questa scelta e di cosa volesse significare “Donna Scontrino”: qualcuno ha anche scattato foto, altri, in minor numero, si sono limitati a guardare con indifferenza. “E’ stato molto divertente ed interessante – aggiunge Sara – è stato bello vedere Paola sfilare in mezzo alle persone comuni, in un certo senso provocandole. Mi piacerebbe, magari, organizzare una simil performance durante la giornata della Moda di Milano.”

 

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