4 Settembre 2013

Oltre alla Siria, dove e quando sono state usate le armi chimiche?

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Il 21 agosto scorso, nella periferia di Damasco, sono morte circa 500 persone sotto un attacco sferrato tramite gas tossici. Se, come probabile, questo venisse confermato non sarebbe la prima volta nella storia che sono usate armi chimiche in guerra, dato che hanno una tradizione molto lontana; infatti già dal IV secolo a.C. nella guerra del Peloponneso si hanno le prime tracce… 

Dave Jones, un soldato statunitense, controlla le alette di un missile "AIM-9 Sidewinder" durante la simulazione di una guerra chimica

Dave Jones, un soldato statunitense, controlla le alette di un missile “AIM-9 Sidewinder” durante la simulazione di una guerra chimica

La guerra chimica è un tipo di guerra non convenzionale dove s’impiega una tipologia di armi di distruzione di massa sia a scopo tattico (limitatamente al campo di battaglia), che strategico (esteso anche alle retrovie ed ai centri di rifornimento del nemico). Questa categoria comprende la guerra chimica vera e propria e la guerra tossicologica (che utilizza prevalentemente veleni di origine biologica).

La testimonianza più antica dell’uso di gas velenosi in guerra risale al V secolo a.C., durante la guerra del Peloponneso, fra ateniesi e spartani. Le forze di Sparta allestiscono, durante un assedio, una miscela incendiata di legno, resina e zolfo sperando che il fumo velenoso rendesse indifesi gli ateniesi nell’attacco che sarebbe seguito. Anche Solone si narra che abbia usato radici di elleboro per avvelenare le acque della città di Cirrha durante un assedio nel 590 a.C.

I persiani, invece, sono ricorsi all’uso di veleni per opporsi all’avanzata di Alessandro Magno (334 – 331 a.C.), come i romani contro i sasanidi tra il 247 ed il 363 d.C. ed i bizantini contro gli arabi tra il 636 ed il 711. È noto anche l’uso di armi chimiche nella Cina medievale: tramite alcuni reperti siamo venuti a conoscenza delle «nebbie cacciatrici di uomini» che contenevano arsenico, e dell’uso di calce finemente triturata, dispersa nell’aria per sedare una rivolta popolare nell’anno 178.

La prima guerra chimica di cui si hanno prove archeologiche risale al III d.C. e riguarda la Mesopotamia, la stessa area geografica in cui oggi si trova la Siria. Mentre assediano la città di Dura Europos, controllata dall’impero romano, i soldati sasanidi posizionano dei bracieri e dei mantici nelle gallerie scavate sotto le mura e aggiungono bitume e zolfo che, bruciando, diventano tossici. In uno di questi tunnel gli archeologi hanno trovato i corpi di venti soldati romani, con ancora indosso le loro armi.

"Il trionfo della morte" durante la peste nera tra il 1347-1353 (1446 - Galleria Regionale della Sicilia)

“Il trionfo della morte” durante la peste nera tra il 1347-1353 (1446 – Galleria Regionale della Sicilia)

Prima dell’uso vero e proprio delle armi chimiche durante il corso della Prima Guerra Mondiale, è necessario ricordare come, in alcune circostanze, fossero utilizzati i batteri come armi: la peste e il vaiolo. Per quanto riguarda la peste, nel 1346 i tartari, che stanno assediando la città di Caffa (l’attuale Feodosija in Ucraina), sono decimati da una pestilenza. Secondo le cronache dell’epoca a quel punto decidono di usare i corpi dei soldati morti come artiglieria, lanciando i cadaveri dentro la città con delle catapulte. Sembra sia stato questo a scatenare l’epidemia di peste a Caffa. 

Invece, i britannici probabilmente sono stati i primi a usare il vaiolo come arma chimica. Nel 1763 la Gran Bretagna sta combattendo contro i francesi e i loro alleati nativi americani per il controllo di quello che poi sarebbe diventato il Canada. In uno scambio di lettere tra ufficiali dell’esercito britannico si suggerisce di ricorrere a ogni stratagemma contro i nemici, anche a coperte infettate con il vaiolo. I nativi americani, che non sono mai stati esposti prima a una malattia simile, vengono così sterminati.

La Prima Guerra Mondiale. A Ypres, nelle Fiandre, durante la primavera del 1915 i tedeschi disperdono più di 150 tonnellate di gas di cloro, uccidendo migliaia di soldati francesi e delle colonie francesi. Per difendersi dal gas che invade entrambi i fronti, le truppe costruiscono delle maschere improvvisate con fazzoletti imbevuti di urina, che neutralizza l’effetto del cloro. Oltre la Germania, anche Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti (entrati in guerra nel 1917) sviluppano e usano agenti chimici in combattimento.

Un soldato canadese con ustioni da mustard gas, durante la Prima Guerra Mondiale

Un soldato canadese con ustioni da mustard gas, durante la Prima Guerra Mondiale

Nel 1925, dopo i centomila morti provocati dalle armi chimiche nel corso del conflitto mondiale, 36 paesi firmano la convenzione di Ginevra che vieta l’uso di agenti chimici tossici (attualmente, gli stati che hanno ratificato la convenzione sono diventati con gli anni 138).

Tra le armi chimiche le più pericolose e le più rapide ad agire sono i gas nervini, come il sarin e il vx, scoperti dalla Germania nazista ma mai utilizzati in un conflitto. I nazisti hanno usato l’insetticida Zyklon B, contenente acido cianidrico, per uccidere un alto numero di ebrei e di altre vittime nei campi di concentramento come quelli di Auschwitz e Majdanek durante l’Olocausto.

In Giappone, Vietnam, Iran e Iraq troviamo, invece, l’uso del napalm. Il napalm, una miscela che può sciogliere le superfici con cui viene a contatto, viene sviluppato nel 1943 da un gruppo di scienziati dell’università di Harvard, negli Stati Uniti. Di solito si associa alla guerra del Vietnam, ma è stato usato anche durante la seconda guerra mondiale. Un attacco statunitense su Tokyo, nel marzo del 1945, ha ucciso 100mila persone (la bomba atomica sganciata su Hiroshima qualche mese dopo ha causato più o meno lo stesso numero di vittime dirette).

Sempre negli anni quaranta viene sperimentato anche un altro composto chimico: l’agente arancio, un erbicida. Durante la guerra in Vietnam, tra il 1961 e 1971, gli Stati Uniti decidono di usarlo per distruggere le foglie degli alberi e rendere i vietcong più visibili. Ma così espongono alla diossina, il composto tossico contenuto nell’agente arancio, anche i civili vietnamiti e i soldati statunitensi.

Alcuni soldati iraniani che indossano il PPE sul fronte della guerra iraniana-iraquena negli anni 80

Soldati iraniani che indossano il PPE sul fronte della guerra iraniana-irachena negli anni 80

Nel corso della Guerra Fredda, poi, sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica hanno portato avanti lo sviluppo di queste armi di distruzione di massa, con l’utilizzo appunto, come accennato prima, di questi gas tossici in Vietnam. 

Il primo paese a usare il gas nervino in battaglia è stato l’Iraq, nella guerra contro l’Iran (1980-1988). Si stima che più di 20mila soldati iraniani siano stati uccisi con il gas nervino e altri composti nel corso del conflitto. Il regime iracheno ha usato agenti chimici anche nel Kurdistan iracheno nel 1988: decine di centri abitati, tra cui la città di Halabja, sono state colpite e trovano la morte almeno cinquemila curdi.

Nel 1997 entra in vigore la convenzione delle Nazioni Unite che proibisce non solo l’uso ma anche lo sviluppo, la conservazione e il trasferimento di armi chimiche. Attualmente 189 dei 196 stati delle Nazioni Unite hanno ratificato il trattato, mentre Israele e Birmania hanno firmato ma non ratificato. Gli unici paesi a non aver firmato sono quindi Siria, Angola, Corea del Nord, Birmania, Sud Sudan, Egitto e Israele.

Negli ultimi anni si evince come gli unici a utilizzare senza scrupolo armi chimiche siano i terroristi: questo è il caso del gruppo terroristico giapponese, Aum Shinrikyo, il quale, credendo nella necessità di distruggere il pianeta, ha usato il sarin nella metropolitana di Tokyo, uccidendo 12 persone e ferendone 5000. Nel 2001, invece, dopo gli attacchi dell’11 settembre a New York, al-Qāˁida annuncia che stava tentando di acquisire armi chimiche, batteriologiche e radioattive. A questa minaccia si da molto credito a partire da quando la CNN nell’agosto del 2002 mostra un video dove erano riprese, fra l’altro, immagini di tre cani morti apparentemente a causa di agenti nervini.

Quali sono i gas tossici peggiori? Che sintomi hanno? I gas nervini (sarin, VX, tabun) provocano miosi, problemi visivi, emicrania, nausea, vomito, diarrea, copiose secrezioni, sudorazione, contrazioni muscolari, dispnea, convulsioni e perdita di coscienza. I gas asfissianti (arsina, cloruro di cianogeno, acido cianidrico) provocano possibile colorito rosso ciliegia delle mucose, possibile cianosi, confusione, nausea, senso di soffocamento, convulsioni, acidosi metabolica. I gas vescicanti, come l’iprite e la lewisite, possono provocare gravi irritazioni a pelle, occhi e mucose, eritemi cutanei con formazione di grandi vesciche che guariscono lentamente e tendono a infettarsi, lacrimazione, congiuntivite, danni alla cornea e gravi danni alle vie respiratorie.

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