24 Giugno 2013

Calcio-scommesse, Miccoli intercettato: “Quel fango del giudice Falcone”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

L’idea che ci si era fatti del capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, era quella di un uomo rispettoso, attaccato alla maglia e alla Sicilia. Mai ci saremmo aspettati simili (benché private) dichiarazioni da parte di un giocatore che durante le partite del cuore, dedicava i suoi gol, proprio ai due giudici ammazzati dalla mafia nell’estate del 1992, Falcone e Borsellino.

Miccoli in vacanza con Nino Lauricella, figlio del boss del quartiere Kelsa di Palermo.

Miccoli in vacanza con Nino Lauricella, figlio di Mauro, boss del quartiere Kelsa di Palermo.

E’ un Fabrizio Miccoli insolito, quindi, quello che si evince dalle intercettazioni, ambientali e telefoniche, derivanti dal controllo di Mauro Lauricella, pedinato per arrivare al padre, il re della Kalsa e boss mafioso Antonio Lauricella, poi arrestato nel settembre 2011. La bandiera rosanera, mentre si trovava in macchina, cantava insieme a Lauricella Junior: “Quel fango di Falcone…” ed in una intercettazione i due danno un appuntamento ad un altro ragazzo dicendo “Vediamoci sotto l’albero di quel fango di Falcone…”.

I giudizi e le critiche per il comportamento del capitano del Palermo sembrano ovvie, ma non del tutto scontate, e in un momento così delicato il Ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D’Alia, ha subito commentato l’accaduto: “Miccoli non può continuare a giocare perché ha tradito la fiducia di migliaia di tifosi che, in lui, hanno visto un esempio in cui identificarsi. Per questa ragione, chiediamo alla Figc di intervenire pesantemente e di valutare la sua radiazione”. La FIGC ha già aperto un’inchiesta sulla posizione del giocatore di Nardò e con tutta probabilità il procuratore Palazzi chiederà gli atti ai magistrati.

Miccoli, 165 presenze e 74 gol con la maglia rosanera

Miccoli, 165 presenze e 74 gol con la maglia rosanero

La Procura di Palermo ha già inviato un avviso di garanzia a Miccoli con l’accusa di estorsione visto che, stando agli atti, il giocatore avrebbe commissionato al figlio del boss il recupero di somme di denaro da parte sua. I magistrati, poi, contestano al bomber anche l’accesso abusivo a un sistema informatico perché Miccoli avrebbe convinto il gestore di un centro Tim a fornirgli quattro schede telefoniche intestate a suoi clienti, ed una di queste finì nella disponibilità proprio di Lauricella junior. Tra le amicizie del ‘Romario del Salento’, come viene definito Miccoli dai tifosi, c’è anche il rapporto con Francesco Guttadauro, anche lui però incensurato come Lauricella junior. Gli investigatori sono in possesso di altre intercettazioni tra Miccoli e Guttadauro, nipote del superlatitante Matteo Messina Denaro, e figlio di Filippo, il messaggero dei pizzini con cui comunicavano il boss ricercato e l’ex padrino di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano.

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127