15 Giugno 2013

Dalla Turchia al Costa Rica: le storie di Ceyda e Jairo

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Seicento alberi che, con tutta probabilità, saranno tagliati. Una piazza al confine dell’Europa che perderà la sua forza simbolica, sacrificata per sempre alla cementificazione politica.

Ceyda (facebook.com)

Ceyda (facebook.com)

Una protesta non solo ambientalista, che è stata stroncata dopo giorni durissimi e che, proprio dalle rivendicazioni ambientali, ha trovato la sua scintilla. Folla e polizia, violenza contro pacifica protesta; nelle immagini globali la giovane Ceyda che sfida gli scudi, bersagliata dall’idrante. Resistenza passiva e diritti, una giacca rossa tra i lacrimogeni color incenso, una granitica sfida alla violenza dell’ordine. Piazza Taksim ora tace e lentamente si sta riaffollando, restano gli echi lontani della protesta, sospesi tra due continenti.

Jairo (ecoblog.it)

Il ragazzo costaricano, Jairo (ecoblog.it)

Le spiagge della Costa Rica, il mare e la sabbia ora piangono il giovane Jairo, falciato dal killer bracconiere. Il suo corpo è stato ritrovato poche settimane fa nella riserva di Moìn, vicino al presidio dove lavorava. Ucciso a bastonate con le mani legate dietro la schiena. Ambientalista per scelta, etologo di professione, Jairo difendeva le tartarughe marine dal baratro dell’estinzione e dalle brutalità dei cacciatori di frodo. Manovalanza della floridissima economia di contrabbando, al servizio dell’ignoranza e della superstizione, i bracconieri rivendono sui mercati asiatici le uova dei rettili marini. Jairo Mora era in trincea, li combatteva da molto tempo e, con tutto se stesso ha difeso quel poco che ci resta d’importante: il Pianeta.

Che cosa hanno in comune Ceyda e Jairo, divisi dalla distanza e dal destino ma uniti dalla giovane età e dal comune opporsi a qualche cosa? Entrambi hanno tentato di dire no a imposizioni superiori e brutali, dimostrando la stessa avversione alle leggi del mercato, al soldo e all’affarismo. Sono stati portatori di una visione alternativa di mondo che, i loro oppressori e assassini non condividono e hanno combattuto. Alla fine quella visione è stata spazzata via, repressa e uccisa, come chi in essa ci credava. Chi ha a cuore la natura è rispettoso anche degli uomini, chi è sprezzante nei suoi confronti sicuramente troverà meno difficoltà nell’infierire contro il suo prossimo. Abili artefici dell’imposizione, gli avversari dei due giovani, sono espertissimi nell’opprimere o nel vietare, nell’allearsi con chi dell’affarismo e della mercificazione è un provetto imprenditore. Impietosi ed efferati nell’uccidere, senza distinzione alcuna, continuano impunemente a distruggere.

Loro malgrado, Ceyda e Jairo sono eroi. Drammaticamente gettati nel nostro tempo, partecipi a sfortune molto differenti. Lontani idealmente da questo paese, ne rincorriamo le immagini tra i canali dell’informazione. Saranno icone? Resisteranno al passare del tempo? Il mondo non li dimenticherà nel giro di un mese? Questo lo speriamo, anche noi, molto meno vittime e molto più barcollanti.

Michel Andreetti

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